giovedì 20 dicembre 2012

Anche io biscotti!!!!


Eccomi! Giorni in giro, più vicino, più lontano.
Voglia di andare, non di ripartire.
Voglia di affetti, volto di bimba con i ricci, di un'amica che vedo poco.... troppo poco!
Tanta voglia di stare in cucina e guarda un po' di fare biscotti.

Sono anni che compro formine taglia biscotti, appena le vedo negli scaffali dei negozi sento una vocina dentro di me che mi istiga all'acquisto dato che, che sicuramente, alla prima occasione potrei cimentami in chissà quali altre meraviglie di biscotti...

Continuo a comprarle ma fino a qualche giorno fa non riuscivo a decidermi a iniziare.
Poi finalmente ho deciso, visto che avevo promesso alla mia amica Stefania un piccolo assortimento.
Non potrò che migliorare, sicuramente ma per ora, con tanto affetto, ma tanto tanto.



Lebkuchen di Sigrid Vebert

facile
Per circa 40 biscotti
Preparazione 45 minuti + il riposo
300 g di farina
300 gr di miele
125 g di zucchero di canna
1 uovo
1 cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
1 cucchiaino di noce moscata in polvere
½ cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
Una punta di cardamomo in polvere
Più 125 gr di zucchero a velo e 1 cucchiaio di succo di limone

Mescolare la farina con le spezie. Sbattere l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido e aggiungere il miele a filo continuando a sbattere.
Incorporare infine la farina, impastare velocemente e tenere il tutto al fresco per due ore.
Infine stendere a 3 mm, ritagliare i biscotti, e infornarli a 180° C per circa 15 minuti. Lasciar raffreddare e spennellare con una glassa ottenuta mescolando lo zucchero a velo con il succo del limone e quanto basta di acqua.


fiocchetti di neve






















stelline brillantissime





alberelli di Natale



Le foto... c'è da dire?  Ancora un prezioso regalo di mio cognato Andrea!

domenica 9 dicembre 2012

Perchè io non sono toscana... ma....

Non ci potevo pensare, tre anni e passa che sono in Toscana e mai dico mai avevo preparato la ribollita.
Confesso di averla acquistata in comode confezioni al Mercatale di Montevarchi, il mercato coperto a km zero che offre tantissime cose buone oltre alla frutta e verdura dei dintorni, dalle marmellate, al pane, ai formaggi, la carne, vino, olio e ottime cose pronte preparate da aziende... a km zero...

Non era possibile, dovevo porre rimedio a questa mancanza e allora sono andata al mercato di Bucine e ho acquistato verza, cavolo nero e bietole. E da lì sono partita per la preparazione della mia ribollita.
Cotti i fagioli, ho passato tutta la mattina in cucina, ma alla fine c'era un profumo fantastico, e la mia ribollita era venuta molto ma molto buona!
Metà della ribollita ce la siamo mangiata e l'altra metà l'ho congelata, andrà benissimo in un'altra giornata fredda... e siamo agli inizi!!!



La ribollita dal libro"Ricette toscane i sapori di ieri, i gusti di oggi" di Paolo Petroni

Per 6 persone

Pane scuro casalingo raffermo gr 400
Fagioli bianchi cannellini secchi gr 400
Cavolo nero gr 400
Cavolo verza (mezza palla) gr 700
Bietola in foglia gr 300
2 patate medie
1 cucchiaio di conserva (o 300 gr di pelati)
Pepolino (timo)
Odori (1 cipolla, 2 spicchi d'aglio, 2 gambi di sedano, 2 carote)
Olio extra vergine d'oliva di frantoio
Sale e pepe nero in grani
 
Cuocete i fagioli messi a mollo la sera prima in 2 litri di acqua fredda leggermente salata, passatene circa i 3/4 e rimettete la purea così ottenuta nel brodo di cottura.
 
In un largo tegame fate rosolare, in 8 cucchiai d'olio, la cipolla e l'aglio tritati, appena appassiscono unite un po' di pepolino (non molto), le carote e il sedano a fettine.
 
Dopo poco aggiungete le patate e le restanti verdure pulite, lavate e tagliate a pezzetti; unite anche la conserva diluita in poca acqua calda (o i pelati), salate e fate stufare per alcuni minuti. Versate quindi tutta la broda dei fagioli e fate cuocere piano per circa un'ora, aggiungendo acqua, qualora dovesse occorrere. Alla fine unite anche i fagioli interi.
 
Tagliate il pane a fettine sottili e mettetele nella zuppa, quindi girate bene, cuocete per pochi minuti e togliete dal fuoco. Lasciate riposare a lungo, poi "ribollite" per alcuni minuti, aggiungendo poco olio.
Servitela calda o tiepida, con un filo d'olio a crudo e pepe appena macinato e assolutamente senza formaggio.
 
Questa è la vera ribollita DOC certificata a Firenze dall'Accademia Italiana della Cucina.




 
 

mercoledì 5 dicembre 2012

I Diamanti al cacao di Maurizio Santin. Perchè io posso essere anche dolce!


Eccomi, abbastanza a dieta, presto i controlli e per cui.... Ma non demordo, la zampina nella pasticceria mi piace metterla, ogni tanto! Si perché, da quanto si può vedere, io sono molto più "salata", sia nei gusti che nelle preparazioni.
Ma, io ho una vera e propria passione, curiosità e timore per la Pasticceria, la temo e la rispetto!
Ho un gran numero di libri, anche a livello quasi professionale, di autori illustri che ogni tanto consulto, e poi rimetto a posto. Ma ora voglio smettere di farlo e così da lanciarmi un po' di più.
Cominciamo dai biscotti? Ma si, l'autore della ricetta è un illustre Maestro, Maurizio Santin, che io ammiro in una maniera enorme.
Sono venuti molto bene, sia come sapore che come aspetto.
la ricetta è dal libro "Frollini" ed è presentato per la vendita in una simpatica scatola di latta insieme a delle carinissime formine da biscotto.
Questa è la prima delle ricette che provo ma ne seguiranno altre presto, sicuro!


DIAMANTI ALLA VANIGLIA E AL CACAO di Maurizio Santin

per 4 persone
400 gr di burro morbido
100 gr di zucchero a velo
50 gr di tuorli
i semi di un baccello di vaniglia
450 gr di farina
fleur de sel o sale Maldon
zucchero di canna per spolverare

Impastate lentamente nella planetaria, utilizzando l'apposita paletta, lo zucchero, il burro, i tuorli, la vaniglia e metà della farina.

Quando l'impasto comincia a diventare omogeneo, aggiungere la farina rimasta e il sale.

Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per un giorno prima di utilizzarlo.

Formare dei cilindri del diametro preferito e lasciate riposare ancora un paio d'ore in frigorifero.
Passate i rotoli nello zucchero di canna. Con un coltello tagliate dei biscotti di 1,5 cm di spessore, adagiateli su una teglia foderata di carta forno e cuocete a 170° C fino a colorazione.

Per la variante al cacao, sostituite 50 gr di farina con lo stesso peso di cacao.


Io io questa occasione ho voluto provare la versione al cacao, goduriosissima davvero!!!!!!









Ah, la foto questa volta, è mia, con un Maestro in fotografia come mio cognato Andrea, piano piano imparerò anche a fotografare!!!!



domenica 25 novembre 2012

il pollo del Ringraziamento

Non potevo non farlo. Vista la ricetta su facebook, sulla pagina di "Cuoche per Caso". A scuola avevano preparato per il giorno del Ringraziamento il tacchino ripieno.
Io che purtroppo ancora non sono riuscita a tornare alla scuola di Valeria, per un motivo o per un altro, vedendo questa bella e interessante ricetta, ho deciso di replicarla subito, ma non con un tacchino, sinceramente, anche se siamo in tre con mio cognato Andrea, ho pensato che il tacchino sarebbe rimasto troppo tempo in circolazione.... così ho comprato alla Coop un pollo anzi, come era scritto sull'etichetta, un Grangallo... insomma era bello grande e ha potuto contenere un bel po' di ripieno. Chiaramente ho dimezzato le dosi e devo dire che un po' di ripieno è avanzato....
Mentre cuoceva c'era un profumo da svenire in cucina, è piaciuto moltissimo e sicuramente a Natale lo replicherò, magari con un tacchino, chissà!!!!!


Andrea mi ha regalato come al solito delle foto stupende....


Tacchino del Ringraziamento di Valeria Vocaturo
Ingredienti:
1 tacchino;
2 arance;
1 scalogno;
½ bicchiere di brandy;
250 gr. di albicocche secche;
1 sedano;
400 gr. di salsicce;
200 gr. di prosciutto crudo;
200 gr. di gherigli di noci,
1 bicchiere di brodo,
Mollica di pane q.b.;
3 foglie di alloro;
1 scalogno,
timo;
prezzemolo;
sale e pepe;
Olio extravergine d’oliva;
Vino bianco da cucina
Preparazione
Ammollare le albicocche nel brandy. Intanto preparare un soffritto di sedano e scalogno, rosolarvi dentro le salsicce spellate e il prosciutto tagliato a cubetti, il prezzemolo, il timo, l’alloro, le albicocche a pezzetti con il liquido della marinata, le noci tritate, il brodo caldo, la mollica di pane, sale e pepe. Strofinare il tacchino con il taglio delle arance, oliarlo, salarlo e peparlo, farcirlo con il ripieno e metterlo in teglia unta, infornarlo a 200 gradi, aggiungendo, se si secca, un po’ di vino bianco e ungendolo con il grasso di cottura. Quando è ben dorato, tagliarlo a pezzi e accompagnarlo con il ripieno e la sua salsa di cottura.

 
 
 
 

mercoledì 21 novembre 2012

Le guance ritrovate.


Difficilissime da trovare a Roma, oramai questa ricetta che ero riuscita a fare una, forse due volte nella mia oramai "lunga" storia in cucina, era finita molto ingiustamente nel dimecatoio, o meglio, sempre viva nel mio scrigno dove conservo le ricette della mia amata Maestra Valeria Vocaturo.
Parlando, si perché ogni tanto mi butto e parlo anche io, parlando con il mio compagno del corso di Cucina base, il mitico Macellaio della Coop di Bucine, Davide D'oro, ho chiesto se per caso ci fosse la possibilità  di trovare al negozio le guance... e alla sua risposta affermativa è seguito un grido di giubilo e subito un "mi raccomando non te ne dimenticare!!!"
E così è stato, detto e fatto. Prese e cucinate.  Con la ricetta di Valeria, che guardando la data della lezione, risale alle feste di Natale 2004.
Questa volta le guance sono state spolverizzate con le zeste di limone e accompagnate da polenta "vera". Le prossime, le farò magari durante le feste di Natale, con dolci chicchi di melagrana e un bel purè di patate!
E Davide è avvertito!


LE GUANCIOLE BRASATE di Valeria Vocaturo






















1 kg circa di guance di vitello (in questo caso manzo)
sale e pepe macinato al momento
olio e.v.o.
100 gr. farina
2 cipolle
3 carote
2 coste di sedano
2 spicchi d’aglio
1 rametto di rosmarino
2 foglie d’alloro – (mirto)
bacche di ginepro
½ cucchiaino pepe 5 spezie
2 bottiglie di vino rosso
500 gr pomodori pelati
1 litro di brodo di carne
1 patata
per guarnire: chicchi di melagrana o buccia di limone grattugiata
Pulire bene le guanciole, aromatizzarle con sale e pepe, spolverarle di farina e rosolarle in olio molto caldo; aggiungere le cipolle, il sedano, le carote tutti tritati e l’aglio intero e le erbe aromatiche, rosolare lentamente, bagnare con il vino e far ridurre della metà, aggiungere i pelati, la patata e il brodo e cuocere a fuoco moderato per circa 2 ore. Quando le guanciole sono morbide estrarle, colare il sugo, farlo ridurre e insaporire e scaldarvi la carne. Servire le guanciole a fette, guarnire con i chicchi di melograno e con le bucce di limone.


Piaciute???? Moltissimo, mio marito e mio cognato Andrea hanno fatto il bis, il tris.....  e Andrea, come al solito, mi ha regalato una splendida foto!

sabato 17 novembre 2012

Il tempo mi sembra adatto

Giornate nelle quali il sole dura poco e arriva subito il buio. E la pioggia, i temporali che ringraziando Dio, qui hanno solo spaventato la mia Radar e ingrossato il fiume. 
Le notti quasi in bianco, poco sonno su divani e poltrone per me e Franco e Radar calma solo con la nostra presenza accanto.
Il giorno in modalità zombie ma a me, e grazie anche alla presenza di mio cognato Andrea, non manca la voglia di stare in cucina e provare qualcosa che, in questo caso, proviene dal passato, dalle serene lezioni da Valeria a Roma, dall'inizio del mio amore per la cucina.
La prima volta che da lei ho sentito parlare di "salama" non riuscivo a capire di cosa si trattasse, ma appena Valeria iniziava a raccontarci la ricetta, mi vedevo nelle nebbie della pianura padana , magari in questo periodo, in cui con il maiale ci si prepara veramente di tutto.

Questa mattina ho acquistato la pancetta fresca e la polpa di maiale e mi sono messa all'opera.
Il risultato è  stato ottimo.
Un risotto leggermente brodoso, non proprio una minestra. Adatto a queste giornate, riscalda il pancino ed il cuore!



MINESTRA DI RISO, VERZA, SALAMA E CANNELLA di Valeria Vocaturo

Salama 250 gr. (150 gr. di polpa di maiale – 100 gr. pancetta di maiale fresca . sale – pepe – 1 pizzico di noce moscata – 1 pizzico di cannella- 2 cucchiai di vino rosso (volendo 1 spicchio di aglio tritato, in infusione nel vino, poi filtrare il vino)
1 cipolla
1 costa di sedano
Verza pulita gr. 350
Brodo vegetale  ½ lt
Acqua 1 lt
Burro gr. 30
Olio 1 cucchiaio
Riso Vialone Nano gr. 300
In una ciotola la carne, gli aromi, il vino rosso e si amalgama bene. In una pentola il burro, l’olio, la carota e il sedano tritati insieme. Quando il burro è sciolto si aggiunge la verza a fettine sottili e si fa appassire. Si aggiunge la salama, si sgrana bene con una paletta, deve cambiare colore, poi si aggiunge il brodo e l’acqua e si copre. Dopo 2 min. si aggiunge il riso. Deve rimanere brodosa.


A Franco e a mio cognato Andrea è piaciuto molto e mi ha regalato anche questa bellissima foto!




venerdì 2 novembre 2012

E ora.... si continua a cucinare!!!!! Il ragù che non nasce ragù... ma ci diventa ed è pure buonissimo!!!!

Mi chiedevo "E ora, ora che non devo più provare e riprovare le ricette del corso... ora cosa potro' cucinare?" E dopo qualche giorno così, smaltendo viveri che aspettavano in frigorifero il loro turno, mi sono resa conto che avevo voglia di provare qualcosa di nuovo, una pasta fresca con un ragù che non nasce ragù ma che lo è felicemente diventato!
Le solite storie strane e contorte che mi piacciono così tanto?  No, una ricetta di pasta e di un "ragù" che Chef Andrea ci ha insegnato durante la lezione sulla pasta, nel corso di cucina base, frequentato da mio marito e anche da me, si sembra strano ma un ripasso delle basi credo che non possa fare che bene!

La pasta non era altro che una normale impasto, nel nostro caso, due uova, 150 gr di farina e 50 gr di cacao, Coop equo e solidale. Un bell'impasto che dopo il riposo nella pellicola, ho steso (ahimè si) con la macchina per stendere e tagliare la pasta e le ho tagliate a mano a mo' di reginette, con il tagliapasta ........ e le ho lasciate asciugare arrotolate a nido.

E il ragù?







Eccolo qua!
Ho preso delle ... per i romani, spuntature, qui in Toscana rosticciane o forse si chiamano normalmente costine ma ancora lo devo capire bene.... insomma, delle belle rosticciane con parecchia carne e le ho messe a rosolare in olio extra vergine di oliva e una dadolata anzi  una "brunoise" di sedano, carote e cipolle, sfumate con aceto balsamico, spolpate e tritate a coltello e rimesse a cuocere, ho aggiunto delle olive (denocciolate) tagliate a fettine e ho finito la cottura.
Ho mantenuto una consistenza abbastanza morbida ma se se lo avessi voluto utilizzare come farcia per ravioli, che abbiamo assaggiato al corso base di pasta fresca, si elimina il grasso in eccesso dal ragù e si scola bene!

Risultato buonissimo, un'altra ottima idea dello Chef Andrea Bennati!

Anzi, vi metto una foto della sera della consegna dell'attestato.... diciamo che ero un po' emozionata....


 
 
la foto è del bravissimo Mario Lanini che ha curato tutto il servizio fotografico del nostro esame e della consegna degli attestati!
 


mercoledì 24 ottobre 2012

Andrea e Andrea, un compleanno, una bavarese e un esame andato alla grande.

Il titolo di questo post, all'apparenza un po' sconclusionato mi ricorda quelli dei film della regista Lina Wertmuller, con l'umlaut sulla u.
Da chi e da cosa iniziamo? Cioè di quale dei due Andrea vogliamo parlare per primo? Iniziamo da Andrea il mio caro cognato, che ha festeggiato il compleanno insieme alla sua Lucia con noi. Ero indecisa sul dolce da preparare per l'occasione, lui mi aveva dato mano libera, io ero in dubbio tra il Babà e la Bavarese, mica una bavarese così ma la bavarese nocciola e cioccolato bianco del Nanni, http://lavetrinadelnanni.blogspot.it/2012/02/bavarese-nocciola-cioccolato-bianco-dal.html che avevo avuto il piacere di imparare ad una lezione tenuta da lui alla scuola di cucina "Il Giglio" di Firenze.
Ero rimasta molto colpita da questa meraviglia ma con il solito timore reverenziale verso questo tipo di dolci, avevo paura di provarla. Invece con una botta di coraggio, seguendo alla lettera le sue spiegazioni, dettagliate e precisissime, sono riuscita a portare a termine la bavarese che oltre a essere venuta molto bella, era veramente squisita a detta di tutti!

La ricetta è nel link qualche riga sopra, io vi metto le foto con il piatto preparato da me, con un quadrifoglio beneagurante per il festeggiato e quello preparato da Lucia che con il suo cuore spolverato di foglia d'oro rivelava tutto l'amore....



Un quadrifoglio per tanta fortuna da me




Un cuore pieno d'amore da Lucia



Bene, torniamo al secondo Andrea. E qui si parla di uno Chef, il Docente del corso avanzato di cucina professionale finito la settimana scorsa e del quale ieri sera ho ricevuto l'attestato. Finalmente ho potuto conoscere il giudizio che mi è stato dato dalla Giuria tecnica formata da Chef e dalla Giuria popolare composta dai vertici della Confesercenti di zona e della'Agenzia Formativa Cescot.
Devo dire che non mi aspettavo un voto tanto alto, un bel 90/100 per la mia crescita nel percorso formativo e un 85/100 per la prova dell'esame. Per un voto finale di 88/100. Ne sono uscita piena di orgoglio e con solo un piccolo rimpianto per non essere andata come io avrei voluto alla prova d'esame. Ma Chef Andrea è rimasto soddisfattissimo e al momento della consegna dell'attestato si è complimentato con me!

Ecco, quella Bavarese, venuta così bene, fatta con attenzione, dedizione, passione e tecnica la dedico anche a lui, che ha creduto in me e che mi ha aiutato così tanto in questo percorso, non facile ma tanto tanto coinvolgente, è riuscito a tirare fuori da me l'orgoglio e la convinzione di potercela fare, di poter smettere i panni del Pelapatate e poter indossare quelli del Professionista in Cucina.
Quello che volevo direi!




venerdì 19 ottobre 2012

Ne vogliamo parlare? L'esame di cucina è andato!

Mi sono presa qualche giorno per poterne parlare con tranquillità. Se l'avessi fatto il giorno dopo ne avrei dato forse una versione sbagliata, falsata dalla mia ansia, dalla voglia di fare il meglio e per un errore banalissimo non esserci riuscita. Un errore e basta! E un dito tagliato.
La serata è iniziata nel modo più ansiogeno possibile. Il ristorante la cui cucina ci ospitava per l'esame ci ha aperto le porte forse un ora dopo, del previsto,  più o meno.
Poi l'attesa per l'estrazione della ricetta da eseguire, io sono stata tra gli ultimi a pescare il bigliettino, sul quale c'era scritto: "Vellutata di frutti di mare con apparecchi di Cestelli di Parmigiano, Brunoise di pane croccante al ramerino e Joulienne di Crepes".
Chef Andrea leggendo il titolo della ricetta non ha potuto fare a meno di commentare quanto potesse essere alla mia portata e che io sicuramente non avrei avuto problemi a portarla a conclusione con successo.
E fino a qui tutto bene. Mi sono messa tranquilla alla mia postazione e ai fornelli a far aprire i molluschi in un soutè, poi a filatrarne il fondo di cottura allo chinoise più garza per tre volte, per evitare il più possibile la presenza della temutissima sabbia. Con un roux biondo e il fondo di cottura e brodo vegetale ho formato una stupenda  vellutata, in un tegame taglia maxi per il mio litro di liquido.
Al tavolo ho tagliato il pane in una brunoise regolare. Ho tagliato il rosmarino fino a ridurlo all'ideale complemento del pane che rosolava nell'olio, senza rischiare di bruciare, solamente dorarsi e prendere la croccantezza ideale. Poi un pizzico di sale. Ho cotto due crespelline e le ho ridotte a julienne.
Poi al momento di lavare il trinciante che mi aveva tanto aiutato... zac e un piccolo taglio ad un dito ha provocato confusione a me e dintorni. Il sangue sgorgava e nonostante i cerotti che mi venivano messi e cambiati dalla cara e presente Stefania, non aveva la minima intenzione di fermarsi.
Erano i momenti finali, ancora i cestini di parmigiano da preparare, e grazie a Manola, che con la sua calma mi ha preparato le ciotoline su cui formarli....con una mano (la destra) quasi ferma e cercando di fermare i sangue...
Poi la chiamata, quella definitiva in sala, davanti alla giuria, tecnica e popolare..... La vellutata ed i molluschi dovevano essere caldi... e lì è arrivato l'errore... la mia setosa e stupenda vellutata , visto il tempo passato, il riscaldamento anche limitato sul fornello, non essendo stata idratata neanche con un mestolino di brodo vegetale e.... impiattate e decorate le quattro ciotoline con vellutata, cestini di parmigiano, dadolata di crostini di pane e julienne di crespelle....sono andata di fronte alla giuria, ho letto nello sguardo di Chef Andrea la  convinzione della perfezione della ricetta da me svolta.
Io dopo aver descritto lo svolgimento del mio piatto sono  tornata in cucina, rabbuiata e scontenta, avevo la sensazione che qualcosa fosse andato storto.
Poi il rimpianto, lo stress che piano piano mi abbandonava, la ferita al dito che finalmente si chiudeva, i miei colleghi che ultimavano i loro lavori, la chiusura con il giudizio della giuria. E il mio errore. Che non è stato l'unico nella classe a parte la perfezione della stellare e magica Sonia.
E poi a notte fatta a casa, arrabbiata con me stessa, il sonno sparito, voglia di parlare, di rileggere la serata.....

Vabbè, la ricetta ve l'ho data, tra una chiacchiera e l'altra!

Ah, il voto? Martedì sera alla cena per la consegna dei diplomi. Bisogna aspettare!!!!

E stasera ci ho riprovato, versione minimal, tanto per farla assaggiare a Lucia e ad Andrea, che devo dire hanno apprezzato! Una consistenza perfetta. Che dire????


lunedì 15 ottobre 2012

Canarde à l'Orange... e stasera finalmente l'esame di cucina!

Oh bene, finalmente siamo arrivati al tanto atteso esame di cucina. Non vedo l'ora di tirare su quel bigliettino con la ricetta da fare. Da quel momento in poi, concentrazione e cuore, e dare il meglio!

Questa ricetta l'ho voluta provare domenica scorsa e devo dire che ci è piaciuta moltissimo e la marmellata fatta così espressa ha regalato la marcia in più alla nostra  anatra!


Dalla brochure che ci ha dato Il nostro docente Chef Andrea Bennati:
Piatto della tradizione culinaria francese, ma che, forse non tutti sanno, fu esportato da Firenze a palazzo Versailles da Caterina De' Medici, che già cucinava questo piatto in Firenze, usando quelle piccole arance che si producevano all'epoca nel territorio.

Pulite e fiammeggiare l'anatra, sgrassarla in una padella di ferro a bordi alti, salarla, peparla e farcirla con un mazzetto aromatico tradizionale, con l'aggiunta di rigatino e spicchi d'arancia. Formare un fondo di cottura in una teglia da forno (sedano, carota e cipolla a pezzettoni), ungere con poco olio e cominciare a far soffriggere in tutte le sue parti. Fiammeggiare con un bicchiere di liquore all'arancia e un bicchiere di succo d'arancia. Aggiungere due arance tagliate brunoise e finire di cuocere in forno a circa 180°. Quando l'anatra sarà cotta, disporla nel piatto da servizio e deglassare il fondo di cottura con burro (un po' di farina) e marmellata d'arancia amara. Servire nappando la carne con la suddetta salsa.

Per la marmellata:
Si pesano 2 arance, si fanno bollire per tre volte partendo da acqua fredda, poi si frullano con pari peso di zucchero. Si fanno cuocere in una pentola a fondo pesante per 10 minuti.


Io ho cotto l'anatra in una cocotte di alluminio pressofuso, mi trovo benissimo!



nella cocotte prima di andare in  forno





eccola, con la marmellata e fiorellini di arancia

domenica 7 ottobre 2012

Spuma spumosa di piccione. Il colombaccio era volato via!

Pure i compiti a casa? Si, uffa, buio totale sulla preparazione di alcuni piatti.... vabbè ancora l'esame che si avvicina, ancora per un po' ma poco, dal 16 ottobre non stresserò più nessuno con l'esame di cucina! Promesso!
Con la compagna di corso e oramai amica Stefania abbiamo deciso che forse era il caso di replicare questa ricetta dato che eravamo piene di dubbi e timori sulla sua preparazione. Allora una mattina ci siamo viste a casa mia e da brave e diligenti "allieve/cuochine" ci siamo dedicate alla preparazione di questo piatto tanto semplice ma tanto insidioso... o no?
Ah, il colombaccio è diventato piccione data l'impossibilità di trovane uno disponibile alla cottura!

La ricetta è del nostro mitico docente Chef Andrea Bennati, e di chi altro!!!




SPUMA DI COLOMBACCIO ALLE NOCCIOLE E BRANDY

Eviscerare e lavare il colombaccio, facendo attenzione ad eliminare ogni residuo di piumaggio. Dividere in quattro parti e farlo stufare in maniera gentile in una cocotte sul fuoco con burro, sedano, carota, timo, allora, ginepro e abbondante brandy. Quando la cottura sarà ultimata, disossare il colombo e frullare la carne, che verrà poi aggiunta ad un composto così formato:
  • deglassatura del fondo di cottura
  • olio extravergine di oliva
  • lecitina di soia
  • chiare d'uovo montate a neve
Servire la spuma accompagnandola a delle focaccine di ceci e rosmarino.


FOCACCINA DI CECI

25 gr di lievito di birra, un pizzico di sale, , un cucchiaio di olio extravergine di oliva, 300 gr di ceci, precedentemente lessati e frullati nella propria acqua 100 gr.
Aggiungere ai ceci il lievito, il sale, l'olio e la farina 00 fino a che io composto finale non risulti elastico e omogeneo. Far riposare un'ora la massa (20°- 25° circa), dopodiché formare le focaccine di giuste dimensioni cospargendole, prima di infornare, con sale di roccia macinato  con rosmarino fresco.
Cuocere in forno a 180° circa 15-18 minuti.




le focaccine prima di entrare in forno
buoneeeee!!!!!!








quenelle di spuma

martedì 2 ottobre 2012

La vendetta del coniglio...

Perdonatemi se vi stresso con l'esame di cucina, ma io sono un'ansiosa e allora...
Ci sono cose che ritengo di saper fare meglio ed altre meno bene o quasi per niente. Non perché non mi piaccia farle ma solo perché ho iniziato solo ora a provarci. 
In questo caso parlo del disosso. Difficile? No ma neanche troppo facile per me, e poi finora avevo sempre comprato se ne avevo la necessità pollo, tacchino, faraona, ecc. già disossati, pronti per essere cucinati. Ma da ora non più. Ora sto imparando e da brava alunna faccio i compiti a casa.
Questa volta ho disossato un coniglio, cosa non facile direi, per farlo arrotolato ripieno.
La sua vendetta? Un bel taglio su di un dito proprio alla fine dell'opera, mentre rifinivo il lavoro!
La ricetta ci è stata data dallo Chef docente del mio corso Andrea Bennati e fa parte della lezione sulle carni da cortile.
Io per il ripieno ho usato la  bieta perché l'avevo in cucina, quello che mi interessava maggiormente era riuscire a non distruggere il coniglio con troppi buchi. La mia legatura deve migliorare ma ha retto!
Il risultato. Buonissimo, la carne morbida e molto saporito!



CONIGLIO ALLA DRAGONA

Disossare un coniglio di medie dimensioni, facendo attenzione a non bucare la pelle esterna. Appiattirlo con un batticarne, salare e pepare la parte interna e disporvi sopra una frittatina leggera al formaggio.
Distribuire in maniera uniforme sopra la frittata una mirepoix di zucchine saltate in olio, aglio in camicia, abbondante dragoncello, sale e pepe, avendo cura che le zucchine rimangano croccanti.
Arrotolare per la lunghezza il coniglio, legarlo efficacemente con dello spago, salarlo e peparlo sulla parte esterna.
Cuocerlo in forno a 180° per circa 45 minuti (per la cottura tradizionale) o con la sonda impostata a 82°e la camera del forno a 95°  (per la cottura a sonda a bassa temperatura).





pronto per il forno








veramente bello e buono



Le ossa non sono state buttate ma sono diventate un ottimo brodo che con il fegato del coniglio, cotto con poca cipolla tritata, hanno condito il risotto che ho preparato oggi per Franco.



un risottino al coniglio


martedì 25 settembre 2012

Zuccottiamo???

Ritorno con un dolce, e che dolce!

Vabbè, vi aggiorno un po' sul quotidiano. Sono a dieta. Ehhh che novità, potrebbe dire qualcuno, quante volte su Facebook avrò scritto questa frase? Forse anche qui, ma spero di no!
Sono a dieta, seriamente, le mia analisi hanno parlato chiaro e mi hanno messo davanti ad una decisione. Devo stare a dieta. E questa volta senza "distrazioni".
Povera me, il corso di cucina, anzi i corsi visto che dalla scorsa settimana frequento anche quello base con Franco (un po' di ripasso non guasta) e di conseguenza possibili frequenti assaggi... per non parlare della cucina di casa, questo fine settimana ho avuto i miei cognati Lucia e Andrea e una cara amica di Lucia, Olga, appena arrivata dalla Lettonia.
Quando ho i miei cognati qui, mi sfogo a cucinare e mi diverto, contenta del loro apprezzamento per le mie preparazioni.
Questa volta ho cucinato, ho assaggiato (poco), e ho voluto preparare una ricetta che fa parte del corso di cucina professionale avanzato, lezione sui dolci, lo Zuccotto, una meraviglia che non avevo mai mangiato prima né preparato.
Ora non ne ho potuto fare a meno, l'esame si avvicina, e se mi capitasse di estrarre il fogliettino con il nome di questo fantastico dolce, posso dire che un po' di dimestichezza l'ho presa!

la ricetta, direttamente dalla mia dispensa della lezione Pasticceria 1, a cura dello Chef Andrea Bennati:

Zuccotto o Bomba Semifreddo alle Amarene

Creare il genoise rispettando la ricetta tradizionale (1 cucchiaio colmo di farina, 1 cucchiaio scarso di zucchero e 1 uovo, scorza di limone grattugiata o vaniglia), cuocerlo in una teglia rettangolare e una volta freddo tagliarlo a strisce larghe 2/3 cm.
Foderare lo stampo da zuccotto e bagnare con abbondante bagna all'Alchermes (io pari peso di zucchero e acqua, portato a bollore, riportato alla temperatura di 50° e aggiunto l'Alchermes, stesso peso... forse ne andava di meno, io ho voluto che si sentisse!) . Nel  frattempo creare la base semifreddo chiara utilizzando panna fresca di latte (400 ml) montata con vaniglia, zucchero al velo vanigliato (100 gr), 1 cucchiaio da minestra di glucosio e alla fine sciroppo  di amarene (2/3 cucchiai).
Creare anche la base semifreddo scura utilizzando 400 ml di panna fresca montata, 100 gr di zucchero al velo vanigliato, 1 cucchiaio di glucosio e 200 gr di cacao amaro in polvere.
Riempire lo zuccotto per la metà con con l'impasto bianco e per l'altra metà con l'impasto scuro, aggiungendo alcune amarene nella parte chiara e alcune schegge di cioccolato croccante nella parte scura.
Terminare l'operazione chiudendo la base dello zuccotto con strisce di genoise bagnate.
Riporre in congelatore a -14° per almeno 2 ore.

L'ho dovuto assaggiare, per forza... direi. Era buonissimo ed è piaciuto molto anche ai miei commensali.




lo Zuccotto, in attesa di essere divorato

venerdì 14 settembre 2012

E sono tredici.

Nove nove novantanove. Tredici anni fa. Una data che rimarrà sempre impressa, scolpita nella mia mente e nel mio cuore. Ricordo di aver scelto io la data per il nostro matrimonio. A dire il vero sempre io ho deciso io di trasformare la nostra convivenza in matrimonio. Ricordo qualcuno che diceva, agli inizi del nostro rapporto: "Finché dura..."....
E invece siamo ancora qui, in questa Terra bellissima che ci ha adottato e che amiamo davvero tanto.

Come abbiamo festeggiato? Cucinando e mangiando. Franco ha preparato il coniglio arrosto e io ho voluto preparare una torta, nel nostro caso una tortina... che erano giorni che mi girava per la testa e della quale già pregustavo il sapore.
La ricetta è della mia amica, la cara Luisa de http://ilmondodiluvi.blogspot.it/ , il blog dal quale traggo molto spesso ispirazione per i miei piatti.
La torta in questione è la "Torta di pesche e amaretti" e io metto il link al post di Luvi che la spiega benissimo e con le sue preziose considerazioni non si può sbagliare assolutamente!

http://ilmondodiluvi.blogspot.it/2012/09/torta-di-pesche-e-amaretti.html


Questa è la mia versione, metà dose in uno stampo di 18 cm., d'altra parte siamo in due e tra che bisogna mangiare poco e altro......

Non avevo i lamponi, non ho spolverizzato con lo zucchero a velo. Ho aggiunto un amaretto, due rametti di timo tanto per!

Grazie ancora a Luisa. Per la torta, ma soprattutto per la sua inestimabile amicizia!



lunedì 3 settembre 2012

Un compleanno come si deve. Qui ci sono le prove!!!!

Perché? Facile, dopo tanti anni ho potuto festeggiare con una nuova serenità, sembravo tornata io dei tempi più spensierati, leggera, con la testa dove doveva stare senza rincorrere chissà quali pensieri... serena!
E questo mi è bastato per ricominciare a cucinare, da venerdì sera.
Linguine con le cozze per i miei cognati, appena arrivati, sabato a pranzo branzini al forno con erbe aromatiche e limone preceduti da gamberoni alla griglia  e insalata,  e la sera pizza in teglia, divisa in tre gusti, chiaramente home made!


linguine alle cozze






gamberoni alla griglia



















uno dei gusti della pizza, con i pomodorini confit
























E ieri? Sabato sera ho preparato la salsa di faraona al Prosecco, che devo dire, anzi a detta dei miei commensali era veramente molto buona e domenica ci ho condito le pappardelle, comprate, marca Coop, buonissime! Franco si è prodotto in un piatto "ricordo" dell'infanzia sua e dei suoi fratelli, il piccione, da lui rivisitato alla maniera toscana, ripieno e bardato con rigatino e cotto in tegame con le olive e pane bruschettato sotto. Poi piselli alla fiorentina, con la pancetta, come li facciamo anche a Roma.


E il dolce?????? Un semplicissimo tiramisù, classico, chiaramente con le uova pastorizzate tanto perché così siamo tranquilli e perché io oramai lo faccio così!



tiramisù





Abbiamo veramente gradito tutto e non posso dimenticare l'Irish Coffee ghiacciato preparato da mio cognato Andrea sabato sera e il Kir Royale che ci ha preparato Franco come aperitivo al pranzo di compleanno, Ci siamo trattati bene, no?



Irish coffee ghiacciato




















io, Lucia e il Kir Royale!!!!




Mi è dispiaciuto moltissimo che non siano potuti venire i miei cognati Rosaria e Massimo per un'indisposizione di mia cognata, vabbè, vorrà dire che si festeggerà ancora!!!!




Non può mancare la ricetta della Salsa di faraona al Prosecco, oh, è materia del mio prossimo esame di Cucina professionale avanzato!!!!!!!


Salsa di faraona al Prosecco
Disossare la faraona e tritare le carmi a coltello, Intanto soffriggere  legumi classici (sedano-carota e cipolla) con olio e burro per 10/15 minuti. Aggiungere le carni e far rosolare per altri 15/20 minuti. Aggiungere  20 cl. di prosecco e portare a cottura con il brodo. Aggiustare di sale e pepe. A cottura ultimata legare la salsa con burro freddo e Prosecco.

(pensa che fortuna mi capitasse all'esame di fine corso..........)



le pappardelle in salsa di faraona al Prosecco
































mercoledì 29 agosto 2012

In cucina ma non la mia 2, ovvero il ritorno!!!

Ovvero che fine ho fatto, sono viva, novitààààà??????
Sparita così, non sono stata in ferie, sono stata... impegnata! In cucina chiaramente, ma non la mia.
Se volessimo parlare di me da un anno in qua, potrei dire che sono salita su una giostra e non sono ancora scesa.... Proprio un anno fa, su queste pagine mi dolevo di non lavorare, di aver ricominciato a fare tante cose, che per quello mi sentivo bene ma avevo sempre la spina nel cuore di non poter lavorare.
E' stato un anno impegnativo, molto interessante, ma anche parecchio pesante per me.
Va bene, facciamola breve: sono in pensione. Ho chiuso il famoso cerchio e desideravo farlo con tutto il mio cuore. Sono stati trent'anni di lavoro, di vita, di storie, di gioia e di sofferenza, di soddisfazioni e di delusioni. E' andata così, poteva andare diversamente ma non è stato possibile. E alla fine si è risolto come desideravo.
I primi di agosto sono andata a Roma a mettere la famosa firma per la pensione e solo pochi giorni dopo ho iniziato a collaborare con un Azienda Agricola e Agriturismo vicinissimo a casa mia (cinque minuti di macchina), chiaramente in cucina. E dove sennò????
E' stata un'esperienza molto interessante, impegnativa, ne avevo bisogno! Finalmente ho vissuto "la cucina" in prima linea, con tutto quello che può capitare, nel positivo e nel negativo. Mi sono divertita e spero di poter ripetere questa esperienza! Ho avuto a che fare con tanta gente, e ho potuto cucinare per gli ospiti stranieri, facendo nel vero senso della parola la cuoca a domicilio!
Certo il caldo di questo torrido agosto non mi ha aiutato ma tanta era la voglia di fare e la passione che provavo che ho superato la sensazione di sauna che mi circondava in cucina.

Ora è tempo di ricominciare a cucinare nella mia di cucina, e penso che a breve, anzi a brevissimo sarò su questi schermi con una bella ricetta "di rientro"!






Questo splendido panorama è quello che si vede da una finestra della Villa dell'Agriturismo con cui ho collaborato.

sabato 4 agosto 2012

Continuiamo a parlare di vacanze (e di zucchine)

Visto che si parlava di vacanze, vogliamo continuare su questo tema?
Sarà che mi sembra il periodo adatto, tutti parlano di vacanze, partono, tornano, ripartono e allora?
E' vero, la montagna mi manca da morire, ma io sono nata e cresciuta come innamorata del mare.
Fino da quando ero piccola i miei prendevano casa in affitto al mare, vicino Roma, poi quando ero più grande andavamo sull'Adriatico, a Silvi Marina, vicino Pescara.
Poi si andava in Calabria, Caminia, Pietrgrande, sullo splendido mare Ionio, raggiungibile in tempi brevi dal paese di mio padre.
Poi negli anni con mia madre Viareggio, ancora Calabria tirrena, Scalea. Poi con Franco ancora Calabria, Palizzi marina e poi Grecia, isola di Egina.
Io amo il mare, lo adoro, amo l'acqua, il rumore del mare, amo il mare quando c'è poca gente, silenzio, lo voglio ascoltare, lo voglio vivere. Insomma, in poche parole mi manca!!!!!

Va bene, basta con le chiacchiere e torniamo in cucina!

Si sa che il mio orto vive una iper produzione di zucchine, oramai sto cercando tutti i modi possibili per prepararle. In concia ebraica, ripiene di carne, di formaggio, di zucchine stesse, di zucchine e pomodoro, con la pasta, in insalata......

Questa è una ricetta fantastica, ce l'hanno insegnata l'anno scorso alla lezione di cucina greco-turca alla Gustar di Pistoia, i miei carissimi Luisa Ghetti e Jean-Michel Carasso, e me ne sono innamorata!

Qui c'è il link alla ricetta sul blog di Luisa http://ilmondodiluvi.blogspot.it/2008/08/polpettine-di-zucchine-creta-grecia.html con le sue utilissime considerazioni e i suoi racconti!


E queste sono le polpettine di zucchine di Creta, ce le siamo mangiate qualche sera fa, erano tanto tanto buone!!!








Va bene, per un po' ho immaginato di essere tornata in Grecia, vediamo il mio prossimo sogno in cucina dove mi porterà???

mercoledì 25 luglio 2012

Un dolce che sa di vacanza!

Vacanza... no, niente vacanza!!! Qualcuno mi potrebbe dire "Ma tu vivi nel posto più bello del mondo, un posto che ci invidiano tutti" e questo è verissimo, la Toscana e lo dico non perché sono di parte ma il Valdarno Superiore è stupendo! E dove stare meglio di qui???
Eppure ogni tanto la mia mente vola in Alto Adige, val Pusteria, Val Badia, i posti meravigliosi dove vado in vacanza quando vado in montagna, quando vado in vacanza.....
Amo moltissimo l'alto Adige, ho iniziato ad andarci con mia madre negli anni 70, poi ci andavo anche per seguire la mia squadra del cuore, la Roma (ero una tifosa accanita, ora la seguo in maniera molto ma molto più soft). Ho continuato ad andarci anche con Franco e nello stesso periodo veniva anche la mia amica del cuore Stefania con la sua famiglia. Ora sono due anni che non ci andiamo e mi manca.
Si, va bene, quando ero a Roma sentivo fortemente la necessità del verde e della pace, a forza di vedere palazzi e traffico, necessitavo assolutamente di un breack in montagna.
Ora qui il verde e la pace non mi mancano ma... ho voglia di Alto Adige!!!!

Ieri, per consolarmi ho preparato una torta, molto molto semplice e tipica di quelle zone, la mangiavo spesso quando andavamo da Emma e Emilio, nel rifugio Ütia de Börz al Passo delle Erbe.
Emma è una grandissima cuoca, le cose più buone le ho mangiate da lei. Dalla polenta con i funghi ai ravioli tipici con i ripieni di erbe, i funghi cucinati in tanti modi! E poi i dolci, ancora ricordo il suo strudel di mele!

La ricetta di questa torta buonissima ce l'ha data Emma stessa, si fa in un attimo con pochi ingredienti!


da Emma ed Emilio

Torta di grano saraceno di Emma
Burro gr. 250
Zucchero gr. 250
Nocciole tritate gr. 250
Farina di grano saraceno gr. 250
Uova 6
Montare i rossi delle uova con lo zucchero e il burro, unire la farina e le nocciole tritate. Aggiungere le chiare montate a neve morbida. In forno a 170 per 45 – 50 minuti.
Si può farcire con marmellata di frutti di bosco (io ribes rosso!).

ecco la torta


ho dovuto sacrificarmi e mangiare la fetta tagliata.....


una fetta?



Questo è un link che ho trovato sul ristorante di Emma ed Emilio.




due anni fa!

lunedì 23 luglio 2012

premio Red Carpet

Eccomi qua, ho ricevuto da Sara, la Creativa per gioco e per passione un premio, addirittura il premio Red Carpet! Mammamia che onore!!!

http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.it/2012/07/un-altro-premio.html


Io non sono una di molte parole (dicono...) e poi su di me ho detto già tanto ma... qui ci sono delle domandine alle quali devo proprio rispondere!

Io ho avuto sempre la concezione del blog come di un posto mio con foto, ricette, quattro chiacchiere e qualche graditissimo commento. In pochi sanno che io ho un blog, non lo pubblicizzo, anzi... e qui esce fuori la parte timida nascosta ma non troppo, sono abbastanza schiva su questo argomento!
Ma adesso basta, voglio farmi conoscere un po' di più!

Risponderò alle 16 domande e poi passerò questo premio ad atri 15 blogger con meno di 200 sostenitori. Così ci conosciamo un po' meglio, no?


1) Qual è l'ultimo acquisto che hai fatto? Non ricordo, forse qualche attrezzo da cucina

2) Quale sarà il tuo "Must Have" per la primavera/estate? Maglie lunghe e leggins, abiti confortevoli

3) Unghie lunghe o corte? Corte altrimenti in cucina è un macello e poi non le ho mai avute lunghe!

4) Rossetto o gloss? Gloss o rossetti opachi

5) Stivali o sandali? Sandali in estate e stivali in inverno

6) Abbronzatura sì o no? Si, mi fa stare meglio

7) Profumo o acqua profumata? Dipende, in estate acqua agrumata e in inverno profumo

8) Hai già fatto i programmi per le vacanze estive? Niente vacanze, vivo nel posto più bello del mondo ma sogno mare e montagna

9) Occhi o labbra in primo piano? Occhi

10) Terra o blush? Poco di entrambi

11) Palestra o dolce far niente? Sono in fase dolce far niente

12) Shorts o mini? Shorts, oddio va be', ma per stare in giardino

13) Capelli lisci o ricci? Lisci con le vertigini che spettinano tutto

14) Il tuo colore per l'estate? Colori solari, adoro l'arancio

15) Giornata al mare o in montagna? Tutte e due potendo

16) Fondotinta d'estate si o no? D'inverno, ho la pelle sensibile al freddo 



Adesso a voi, passo il premo a:


Silvia del blog http://cucinaconciuba.blogspot.it/

Aurora del blog http://ricetteincortile.blogspot.it/

Stefania del blog  http://formineemattarello.blogspot.it/

Doris del blog  http://sweetcorner-doris.blogspot.it/

Stefania del blog  http://cremaepanna.blogspot.it/

Carmen del blog  http://chiacchiereincucina.blogspot.it/

Il blog http://dolcinboutique.blogspot.it/

Antonella del blog  http://tonispastries.blogspot.it/

Vita del blog  http://ledolcezzedivita.blogspot.it/

Violetflame del blog http://caramelliamo.blogspot.it/

Valentina del blog http://chiacchierandostuzzicando.blogspot.it/

Nora del blog http://tatanora.blogspot.it/

Anna del blog http://www.imanicarettidiannare.com/

Elena del blog http://lericettedelboscofatato.blogspot.it/

Sabrina del blog http://bricioledidelizie.blogspot.it/






 











domenica 15 luglio 2012

Vitello tonnato e una ritrovata serenità!

Serenità. Ecco la mia condizione in questo momento, sono serena e tanto basta! Ieri sera ho incontrato due dei miei cugini che non vedevo da tanto tempo, uno di loro, Franco con la sua deliziosa Paola e l'altro, suo fratello Nando che oramai risiede da tempo in Kenia.
Ho potuto anche rivedere dopo tantissimi anni la figlia di Nando con il suo Emiliano e il loro stupendo bimbo Flavio. Un bambolotto!!!
Siamo stati a cena a Lupinari anche con il mio amato zio Tonino, mia zia Maria Letizia e mia cugina Antonella con il marito Juan, una coppia bella, bellissima in tutti i sensi!
Bene, la cosa mi ha veramente reso felice e ci tenevo a dirlo, in fin dei conti ci sono momenti belli e bisogna parlarne, non si può dare risalto e parlare solamente dei momenti bui!

Prima di uscire per andare a cena avevo già preparato il pranzo di oggi, per lo meno avevo fatto la preparazione della carne lasciando quella della salsa ad oggi.
Ieri mattina avevo comprato alla macelleria della Coop di Bucine un pezzo adatto al vitello tonnato e mi era stato consigliato il "melino" che a Roma viene chiamato "pezza", una parte che devo dire ha fatto un'ottima riuscita nella preparazione, e che è preferibile fare la sera precedente.
E' la prima volta che seguo questa ricetta, tratta dal libro "La cucina di casa del Gambero Rosso" di Annalisa Barbagli, del quale ho un'enorme fiducia.
Prima di pranzare ho preparato la salsa e ho nappato le fettine, tagliate da Franco con l'affettatrice.

Per la ricetta vi rimando al sito del "Gambero Rosso", è spiegata benissimo ed è veramente di una riuscita sicura!

http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=18:vitello-tonnato&Itemid=17





sabato 7 luglio 2012

Un'insalata e basta ma anche no e foto di gruppo di cucina.

Caldo, parecchio ma forse in questo momento lo subisco ancora di più. Mi sento stanca, scarica, sono arrivata al capolinea o quasi nella "storia infinita" riguardo la mia situazione lavorativa.
E sono stanca. Tante volte mi rendo conto di avere voglia di fare poco o niente e mi accorgo che faccio passare le mie giornate così, e questo non va bene, assolutamente.
Ho terminato (per ora) il mio corso di cucina e lo riprenderò in settembre, e da allora si procederà a grandi passi verso l'esame finale.

In cucina sono presente, magari con cose veloci, fresche e appetitose, primi piatti rapidi, insalate fresche e tanta frutta, ah, anche carne e pesce ma molto meno.

Questa è un'insalata, diciamo. Per la sua completezza di elementi la considero quasi un piatto unico magari abbinato a del formaggio fresco, magari ricotta o robiola, ma anche della feta anche se abbiamo i pomodori secchi già saporiti per conto loro.
La ricetta è di Valeria Vocaturo e fa parte dei miei appunti delle lezioni  dell'anno "scolastico" 2005-2006..... beh, è troppo buona, attuale, stuzzicante, da fare in pochissimo tempo e da mangiare con tanta voglia!



INSALATA DI FAGIOLINI CON LE MANDORLE di Valeria Vocaturo

1 kg fagiolini
10 pomodori secchi sottolio
2 cucchiai di mandorle tritate
Olio – sale (per lessare i fagiolini) – pepe – basilico

Lessare i fagiolini in abbondante acqua bollente salata. Quando sono cotti, 5 min. circa, si passano nell’acqua gelata per mantenere il verde.
Si tagliano i pomodori secchi sottolio a striscioline. Si tritano le mandorle a granella. In una ciotola si mettono i fagiolini, i pomodori secchi sottolio a striscioline, le mandorle tritate, olio, pepe e basilico








Approfitto di questo post per pubblicare la foto fatta nel dopocena di "metà corso di cucina", siamo davvero un bel gruppo, con tanta voglia di fare bene!




sabato 30 giugno 2012

Un cheesecake perchè.

Non c'è un perchè, perchè così mi andava, perchè lo desideravo da tanto tempo, avevo voglia di un dolce, di un cheesecake.
Dopo giorni di tiramisù per le mie lezioni e dolci per casa, plumcake e muffin, mi ero concessa prima della trasferta a Roma un clafoutis con pesche e albicocche.
Ieri pomeriggio, nel caldo più caldo che avevo provato negli ultimi tempi mi sono chiusa in cucina e forno acceso per 60, 70 minuti ho prodotto questo delizioso dolce.
Ho approfittato della presenza qui di Lucia e Andrea, che immaginavo avrebbero apprezzato.
L'abbiamo mangiato ancora non freddo di frigorifero, dopo bistecche e amburger cotti al barbecue e una bella insalata mista preparata da Lucia.
Oggi sarà ancora più buono.

La ricetta viene dal delizioso blog di Alex  http://fotoefornelli.com/  e andatevela a guardare così come l'ha fatta lei che vale veramente la pena!




primissimo piano




http://fotoefornelli.com/2009/06/cheesecake-di-caprino-e-fichi/


Le mie variazioni alla ricetta, formaggio cremoso invece del caprino, niente sciroppo di Grenadine e fettine sottili di pesche nettarine spadellate con limone e zucchero di canna a fare compagnia ai fichi.

venerdì 22 giugno 2012

Ritorno alla normalità..... e alle paste in 10 minuti!

Eccomi!!!! Dopo una settimana un po' impegnativa, un po' stressante ma per certi versi molto ma molto interessante, ritorno in cucina.
Si, in questi giorni non ho frequentato molto la mia cucina ma comunque mi ci sono dedicata lo stesso, tra corsi e corsi.
Poi sono stata a Roma, ma quello è un altro discorso.....

Fa caldo, parecchio. E cambiano sicuramente le cosa che ci fa voglia di mangiare.
In questo caso mi vengono in aiuto le preziose ricette di Valeria Vocaturo, la mia cara Maestra di cucina, e le sue mitiche "paste in 10 minuti"!

Questa ricetta viene dalla mia raccolta delle ricette di Valeria, veramente in 10 minuti, il tempo di cottura della pasta!

Buona, veloce e fresca, che si può volere di più!



SPAGHETTI AL LIMONE di Valeria Vocaturo

per 6 persone

Spaghetti gr 500
20 olive nere
1 cipollotto fresco
3 limoni
4 cucchiai di pecorino toscano (media stagionatura)
Peperoncino
Circa 6 cucchiai di olio
Sale – un ciuffo di menta – pepe nero macinato fresco
In una ciotola le olive snocciolate e tagliate a pezzetti, la buccia dei 3 limoni, il succo di 2 limoni, la polpa pelata a vivo di 1 limone, il cipollotto tritato, la menta tritata, olio, pecorino a scaglie. Mescolare. Quando la pasta è cotta si condisce con il pesto, diluito con un po’ di acqua di cottura.

Variazione della giornata, cipollotto fresco di Tropea, troppo buono!!!







venerdì 15 giugno 2012

Spezzatino si ma di pesce!

Mmmhhh..... periodo strano..... ancora,  si ma speriamo che stia finendo anzi sono sicura che a questo punto la fine è vicina!

Continua il mio amato corso di cucina con lezioni sempre molto appassionanti.
Avevo promesso di non pubblicare subito un'altra ricetta con il pesce... ma.....
Eccomi ancora con la ricetta di un piatto di pesce che ci hanno insegnato alla prima lezione sul pesce. L'ho voluto riproporre ed è semplice, rapido, appetitoso e che si può volere di più?????
Pochi ingredienti, ricetta brevissima e tutta rigorosamente senza dosi!


SPEZZATINO DI PERSICO CON FUNGHI CHAMPIGNON

Filetto di pesce persico
Funghi champignon
Timo
Rosmarino
Aglio
Prezzemolo
Sale
Pepe
farina
Vino bianco

Si cubetta il filetto di pesce persico e si infarina.
Si puliscono gli champignon, i miei erano funghi di una certa consistenza e grandezza, li ho voluti lasciare interi o tagliati in metà. Si mettono a cuocere in una padella con olio, aglio, rosmarino, timo e prezzemolo. Si Fanno rosolare poi si sfumano con vino bianco e si aggiungono i cubetti di pesce infarinati.
Si continua la cottura dosando di sale e pepe.
Io non avendo in casa vino bianco ho sfumato con il Marsala e secondo me ha dato una marcia in più al piatto!

Beh, che state aspettando?  Dai, è veramente troppo troppo facile e buona!






martedì 5 giugno 2012

Cucinando studiando! No, forse studiando cucinando!

Vi ho già raccontato che sto frequentando un corso di cucina stra-bello, stra-interessante, che mi ha preso completamente. Quelle ore in cucina passano in un attimo e devo dire che anche le ore di teoria  scorrono molto fluide e arriviamo a mezzanotte senza accorgersene! E' veramente troppo appassionante questa materia, così piena di sfaccettature, che più ascolti e più ne vorresti sapere!
Chef Andrea ci ha raccomandato di fare pratica a casa, provare almeno una ricetta tra quelle preparate in cucina durante la lezione. Dicendo così, mi ha invitato a nozze, io sono sempre ansiosa e piena di voglia di provare e dopo la lezione sul pesce, che peraltro è stata tenuta dal suo collega, lo Chef Luca Falsetti, ho voluto provare subito due ricette. Una è questa e l'altra la pubblicherò in seguito (altrimenti esagero)!

Anche questa ricetta l'ho fatta e rifatta. L'ho voluta proporre a Lucia ed Andrea che ci erano venuti a trovare lo scorso fine settimana. Risultato ottimo, la carne del salmone è rimasta morbida e succosa e la crosta bella croccante.

La ricetta... raccapezzando gli appunti della prima lezione in cucina sono riuscita a preparare...


SALMONE IN CROSTA DI PARMIGIANO

Un trancio di salmone
la crosta che deve essere 1/4 del peso del salmone è composta per l'80% da Parmigiano, uova, farina 00, zafferano, rosmarino in pezzi piccolissimi.
Le dosi non ci sono, la quantità dipende dal peso del salmone e il numero delle uova dipende dalla densità dell'impasto che verrà poi spalmato sul salmone.
Poi si mette in una teglia in forno a 180° fino a doratura, poi si porta a 200° per gli ultimi minuti di cottura.

Ottimo e veloce, provatelo!!!!!!




domenica 3 giugno 2012

La Parmigiana dei ricordi

Ricordi, sono sempre in vena di ricordi, qualche volta non tanto piacevoli, più spesso deliziosi. Come queste melanzane alla Parmigiana, uno dei tanti piatti che ho imparato dalla mia Maestra Valeria Vocaturo, alla sua scuola "Cuoche per caso"!
Io amo, anzi adoro le melanzane, in qualsiasi modo vengano cucinate e non vedo l'ora di vederle sui banchi dei mercati anche perché  non è mia abitudine acquistare frutta e verdura fuori stagione. E adesso è arrivato il loro momento!
Ho iniziato con questa ricetta, la amo particolarmente, per la sua semplicità e per la nota affettiva che mi lega a lei.
Ancora non ho i miei pomodori dell'orto ma già il basilico mi regala le prime soddisfazioni, insieme alle altre erbe aromatiche.

Non vedo l'ora di poter andare a Roma con un momento di calma in più e poter tornare da Valeria, ho una nostalgia...... In fin dei conti Marinora in cucina è nata con lei, le devo moltissimo!



LA PARMIGIANA AL POMODORO COME SI FACEVA UNA VOLTA di Valeria Vocaturo





Per 6 persone
1,500 kg melanzane nere lavate, tagliate a fette non troppo sottili, messe sotto sale grosso per 2 ore, poi sciacquate e asciugate su carta da cucina o carta paglia
Olio d’oliva per friggere
Passata di pomodoro densa 1 bottiglia (se meno densa 2 bottiglie)
1 fiordilatte (del giorno prima)
2 uova
1 spicchio d’aglio – tanto basilico
Sale – sale grosso

In una pentola, senza olio, la passata di pomodoro (se densa aggiungere mezza bottiglia di acqua), lo spicchio d’aglio, un po’ di basilico. Si fa cuocere coperto. Si friggono le melanzane in abbondante olio. Si grattugia il formaggio. Si taglia il fiordilatte a fettine sottili. Si sbattono le uova e si uniscono a 10 cucchiai di sugo. Girare bene subito per non far cuocere l’uovo. Si compone la parmigiana, in una pirofila da tavola uno strato di pomodoro semplice, melanzane, mozzarelle, sugo più uovo, basilico, parmigiano, (3 strati di melanzane), finire con il sugo semplice e il parmigiano. In forno a 150° per 1 ora, meglio cuocerle il giorno prima.

sabato 26 maggio 2012

E si frigge!!!

Povero il mio fegato, povere le mie analisi che prima o poi dovrò fare, ma questo pollo l'ho fatto e rifatto a distanza di dieci giorni... Vabbè, avevo in mente di replicarli per Andrea e Lucia che sono venuti a trovarci per il fine settimana. Sapevo che ad Andrea sarebbe piaciuto molto e poi con la sua salsina di maionese mescolata alla senape prende un gusto ancora più particolare!
Noi l'abbiamo accompagnato con un'insalata di cuori di Iceberg ed è andato giù benissimo!.

Questa ricetta è della magica Chef Laura Ravaioli. mi è capitata di vederla un pomeriggio  (all'incirca 10 giorni fa...) su SKY e il giorno dopo già ero pronta a replicarla, la ricetta però  non l'avevo annotata, e allora dopo una brevissima ricerca in rete l'ho trovata sull'interessante blog della http://lacassataceliaca.blogspot.it/.

Il link alla ricetta è sotto la foto che mi hanno regalato Andrea e Lucia, mi sembra che renda benissimo la golosità di questo pollo, vero?


BASTONCINI DI POLLO AL SESAMO di Laura Ravaioli




http://lacassataceliaca.blogspot.it/2011/08/bastoncini-di-pollo-al-sesamo.html





domenica 20 maggio 2012

Doveva essere un coscio di cinghialetto brasato al Madera...

E invece era un pezzo (vari tagli di cinghiale) brasato con un Chianti di zona!
Chi mi conosce o chi mi segue su Facebook sa che ho iniziato a frequentare il corso di cucina professionale avanzato, con l'agenzia formativa Cescot della Confesercenti Valdarno. Con loro ho fatto diversi corsi e mi sono sempre trovata benissimo!
Ho iniziato questo corso con un po' di timidezza, di riverenza, ho capito che mi dovevo "spogliare" di tutte le mie conoscenze in cucina e iniziare a pensare in modo più... professionale!
Ma niente paura, la cucina è la mia passione e questo corso è forse quello che sognavo ma che non avrei mai pensato di poter frequentare!

La ricetta ve la scrivo così come ce l'ha data Chef Andrea Bennati, il nostro Chef docente, nella lezione sulla selvaggina da pelo.

COSCIO DI CINGHIALETTO BRASATO AL MADERA

Staccare il coscio all'altezza dell'anca del cinghiale e privarlo della cotenna, Picchettarlo in entrambi i lati per la lunghezza. Mettere a marinare in un recipiente profondo per circa 48 ore con i seguenti elementi:
elementi fluidi: vino  bianco secco, aceto di vino bianco, vino Madera a coprire il coscio
elementi aromatici: sedano, carota, cipolle. aglio, lauro, grani di pepe, chiodo di garofano
elementi nutritivi: coscio del cinghiale, lardo di maiale
Al termine della marinatura scolare ed asciugare alla perfezione il coscio. Dividere gli elementi aromatici dagli elementi fluidi e far rosolare i legumi in olio extravergine di oliva con 200 gr di pancetta stagionata tagliata brunoise, Aggiungere il cosciotto e fargli prendere colore da entrambi i lati. Condire con il sale e versare nel recipiente tutto il fluido della marinatura. Coprire e cuocere in forno a calore moderato (160°/170°) pensando di doverlo cuocere per almeno un'ora per chilo. Bagnare il coscio durante la cottura con il suo liquido. Se non bastasse con un mestolo di acqua. Al termine della cottura, togliere il coscio dal recipiente e trasferire sul fornello. Deglassare il fondo di cottura usando 20 cl di vino Madera, far legare la salsa, passare il tutto al chinoise e servire il coscio intero accompagnato dalla salsa in salsiera e un purè di marroni o purè di patate al ginepro.

Io ho ho fatto delle variazioni alla ricetta, d'altronde Chef Andrea e anche Chef GG ci hanno sempre detto che è importante imparare le tecniche e il modo di cucinare un piatto, poi le ricette si cambiano con la nostra fantasia, giocando con gli ingredienti.

Vino rosso locale, un Chianti per la marinata e la cottura, il pezzo di cinghiale non era un coscio ma dei pezzi diversi e per contorno abbiamo preparato delle patate cotte a vapore e poi condite con olio, sale e erba cipollina fresca, come le preparano sulle Dolomiti!


le patate e i fiori di erba cipollina


qui si vede la salsa