domenica 18 ottobre 2015

Un'ottima portata, da pranzo della domenica!

Mi sto rendendo conto di aver trascurato il mio blog. Si perché da quando ho la mia pagina su Facebook, dedicata alla mia passione e che si chiama come il blog... beh quando preparo qualcosa che merita di essere fotografato degnamente e di cui scrivo o metto il link alla ricetta... ecco qua che il mio blog passa in secondo piano. Povero!
Oggi no. Ho deciso che vi racconterò di un'ottima ricetta che in realtà credevo già qui presente e invece boh,  non c'è. Piatto già fatto un bel po' di tempo fa e piaciuto molto, ricetta "sicura" della meravigliosa Sarah Fragola e Limone, alla quale sono legata da un grandissimo affetto.
Si tratta del coniglio alla senape. Era un po' che ci pensavo e oggi avendo quasi tutti gli ingredienti mi sono decisa. Anche questa volta mi anzi ci è piaciuto tanto, appetitoso e delicato, servito con un soffice purè di patate!

Questo è il link alla ricetta e al bellissimo Blog di Sarah!

http://www.fragolelimone.com/2011/03/una-ricetta-di-famigliama-non-della-mia.html

E questa la splendida foto, come sempre di Andrea Galvagno!



venerdì 4 settembre 2015

Il Clafoutis della Lovely Cheffa.


Un po' clafoutis un po' flognarde. Chiamiamolo così. Imparato con la mia Amica, la #LovelyCheffa Rita Monastero nella lezione di fine maggio sulle torte alla frutta, insieme alla Pavlova e ad altre squisitezze ed è diventato il dolce da fare sempre, buonissimo, semplice, versatile. Per tutte le occasioni.

Questa volta ho deciso di prepararlo come torta per il mio compleanno con delle buonissime piccole susine. Qui ho quasi sempre trovato della ottima frutta, profumata e saporita, specialmente quella che arriva dalla Valdichiana, dietro l'angolo praticamente,  così ho deciso di preparare ancora una volta il Clafoutis della Cheffa più #Lovely che esista, che  già da qualche tempo è a Bangkok dove per il Gambero Rosso ha la docenza di corsi professionali e amatoriali sulla cucina italiana e che la terrà lontana dall'Italia ancora per un po'.

Mancherà a tutti, amici e allievi, e spesso queste due figure nei suoi confronti si sovrappongono e non potrebbe essere diversamente.

E allora la aspettiamo al suo ritorno per festeggiare e ricominciare con lei i bellissimi percorsi che ci proporrà. Io le ho promesso un clafoutis che sarà sicuramente un flognarde visto che per le ciliegie bisognerà aspettare quasi un anno....

Questa volta il mio Fotografo di fiducia si è superato veramente, dopotutto un compleanno è sempre un compleanno!!!!


Clafoutis di frutta mista di Rita Monastero

120 g farina
4 uova
100 g zucchero
250 g latte
250 g crema di latte
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
600 g frutta mista
Scaglie di mandorle
Lavorare zucchero, uova, sale e semi della bacca di vaniglia, incorporare delicatamente a mano la farina e diluire infine con il latte e la crema di latte versati a filo. Imburrare abbondantemente una pirofila e disporsi la frutta tagliata a tocchetti; coprire con la spuma di uova e cospargere con scaglie di mandorle e fiocchetti di burro. Infornare a 160° per 40 min. circa. Servire il dolce tiepido, spolverizzato di zucchero a velo.






In questo caso con le susine e al posto dello zucchero bianco ho voluto usare lo zucchero di cocco con ottimi risultati.












domenica 2 agosto 2015

Tenera è la carne....

Ci sono tre parole magiche che un po' di anni fa, quattro mi sembra, uno Chef a cui sono molto legata da un rapporto di grande stima, pronunciò alla prima lezione che ebbi occasione di frequentare con lui. "Tempi, temperature e tecniche", da allora la mia formazione in cucina ha preso una piega decisamente professionale, più consona alla scelta di vita fatta e orientata verso altri scenari, diversi ma tanto da quelli passati.

Tanta tecnica e tanta ne devo acquisire, tanto studio, tanta pratica e le nozioni sui tempi e temperature sono sempre le benvenute. 
Era parecchio che giravo intorno a questo libro sulla cottura della carne a bassa temperatura e l'ho acquistato.  Molto molto interessante veramente, questa è la prima ricetta provata.

Ancora dedicata a te, Chefff GG, (si con tre f ma anche quattro o cinque!), che hai saputo spronarmi e che continui a darmi fiducia!


Arrosto di vitello alla toscana - dal libro "Tenera è la carne" di Annemarie Wildeisen

Ingredienti per 6 - 8 persone 
4 spicchi di aglio
8 - 10 foglie di salvia
4 rametti di rosmarino 
2 cucchiai di olio d'oliva 
1,2 kg circa di carré di vitello (sella)
Sale, pepe nero appena macinato 
50 ml di olio per friggere 
100 ml di vino bianco 
1/4 l di fondo di vitello

Preriscaldare il forno e un piatto da portata a 80 gradi.
Sbucciare l'aglio e tritare finemente con le foglie di salvia e il rosmarino. Amalgamare il tutto con i 2 cucchiai di olio d'oliva.
Salare e pepare la carne. Rosolarla nell'olio  d'oliva bollente da entrambi i lati (anche le estremità) per 8 -10 minuti. Togliere dal fuoco e insaporire con il composto di erbe. Disporre subito sul piatto da portata preriscaldato  e cuocere in forno a 80° per 2 -2 1/2 ore.
Stemperare il fondo di cottura con il vino bianco e ridurre alla metà. Aggiungere il fondo di vitello e addensare nuovamente il tutto.  Aggiustare di sale e di pepe  e mettere da parte.
Immediatamente prima di servire riportare a bollore la salsa e unirvi il sugo fuoriuscito dalla carne. Tagliare l'arrosto a fette sottili,  disporli sui piatti preriscaldati e bagnare con la salsa.

Contorno: Fagiolini "corallo"

Ricetta indicata anche per:
- carré di maiale: stessi tempi e temperatura di cottura del carré di vitello.
- filetto di maiale: rosolare per 5 minuti e cuocere per 1 1/2 - 1 3/4 ora a 80°.

Al posto del carré di vitello ho utilizzato un'arista e non ho utilizzato il fondo di vitello. 
Fagiolini a corallo anche per me. 
Ottimo risultato,  carne succosa e morbida. 

La foto... sembra quasi di acchiappare la fetta, del mio Fotografo personale, mio cognato Andrea Galvagno!




martedì 21 luglio 2015

Io e la torta Pavlova, un piacere averla conosciuta!

La meringa, la mia bestia nera. Non mi è mai piaciuta, troppo dolce per me che non amo i dolci "esagerati" e poi dopo prove e prove avevo anche abbandonato l'idea di farle, 'ste benedette meringhe. Quando stavo a Roma la mia amica Stefania, grande amante delle meringhe provo' a chiedermele, io dopo qualche tentativo decisi di non provarci più. Le compravo in pasticceria, meglio!
E ora? Il miracolo potrei dire, o meglio la mano e la pazienza di Rita Monastero che nella sua fantastica lezione sulle torte alla frutta ha inserito la Pavlova. Bene ho pensato, la devo imparare così la potrò ripetere per Stefania e per tutti gli amanti della meringa. E qui la prima notizia, la meringa della Pavlova è diversa dalla meringa diciamo, delle meringhette o spumini, struttura e cottura diverse... ho immaginato subito che poteva ahimè piacermi.
Ho chiesto a Rita di poter fare la preparazione della meringa, l'ho memorizzata bene e ho continuato a seguire con attenzione e documentare le fasi successive fino al montaggio della torta e alla decorazione. Assaggiata e amata è stata un tutt'uno, e ieri per il compleanno di mio marito non ho avuto dubbi. La Pavlova.

La Pavlova, dedicata alla ballerina russa Anna Pavlova ha una bella storia. Ho trovato un blog che la racconta in modo veramente piacevole, nei particolari e vi consiglio di leggerla!

http://lapiccolacuoca.blogspot.it/2007/02/la-piccolacuoca-fa-la-spiega-di-storia.html


La Pavlova di Rita Monastero

150 g albumi a temperatura ambiente
225 g zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena o fecola di patate
1 cucchiaino di aceto bianco o succo di limone
Estratto di vaniglia
Per completare:
500 g crema di latte
250 g frutta fresca a scelta
Foglie di menta
Montare gli albumi, incorporando gradatamente lo zucchero, sino a quando saranno ben fermi. Incorporarvi aceto e maizena, montare ancora un minuto poi disporre il composto a cucchiaiate su una teglia foderata di carta forno, formando una corona con il buco al centro. Infornare a 120° per 1 ora 1 ora e 10 circa. Disporre la meringa sul piatto di servizio e Guarnire con la crema di latte ben montata (senza zucchero), la frutta e le foglie di menta.



Il festeggiato ha gradito molto, e non è un amante dei dolci, Andrea il magico Fotografo ha apprezzato molto e mi ha fatto omaggio di una foto stupenda, insomma un grandissimo successo!
Ancora una volta, grazie a Rita Monastero!


venerdì 17 luglio 2015

Il timballo di anelletti, un felice incontro di bontà.

Mentre preparavo il ragù per questo timballo pensavo che a me, senza falsa modestia, i sughi vengono bene, molto bene, diciamo sempre o quasi.
Mia nonna era bravissima in cucina e ho un ricordo di sughi superlativi con i quali condiva i piatti che preparava. Tutti tra i parenti e conoscenti conoscevano la cucina di mia nonna. Un modo elegante di interpretare la cucina calabrese e napoletana e perché no quella romana. Il mio meraviglioso nonno era romano e amava mangiare giustamente "alla romana".
Torniamo a me, io ho un rapporto veramente d'amore con i sughi, da quando inizia la preparazione  fino al momento dell'incontro con la pasta. 
Questa volta, ancora, il sugo splendidamente ha incontrato gli anelletti e li ha avvolti in uno scrigno con il formaggio grattugiato e il pangrattato. E questa volta, voilà si è anche liberato dallo stampo con una perfezione da magia...
Risultato strepitoso, una grande ricetta che viene dal passato, dai corsi con la mia prima Maestra in cucina, Valeria Vocaturo, con qualche piccola modifica, ho omesso lo zucchero e invece di un formaggio a pasta filata ho preferito la scamorza affumicata. 

Il Fotografo ha reso benissimo la bontà del piatto e ha confermato facendogli onore a tavola!



IL RAGÙ DI CARNE E IL TIMBALLO DI ANELLETTI
500 gr di anelletti palermitani
250 gr. carne macinata
250 gr pisellini
100 gr formaggio grattugiato (a pasta filata)
700 gr passata di pomodoro
400 gr estratto di pomodoro
1 spicchio di aglio
100 gr mollica di pane sbriciolata
2 cucchiai di zucchero
Olio e sale
1 cucchiaio di parmigiano per condire la mollica di pane

In un tegame fare rosolare l’olio con l’aglio, aggiungere la carne e sbriciolarla bene, aggiungere i pisellini, coprire e fare cuocere per circa 10 minuti. Aggiungere il concentrato di pomodoro e lo zucchero e mescolare bene, aggiungere la passata e il sale e fare cuocere per circa 30 minuti. A parte lessare gli anelletti in abbondante acqua bollente salata, scolarli, condirli con il ragù e il formaggio, nella stessa pentola della pasta. Condire la mollica del pane sbriciolata con olio, sale e formaggio parmigiano e cospargervi il fondo di uno stampo, versarvi gli anelletti, livellare la superficie con un po’ di pane condito. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 30 min. Fare riposare per 10 minuti il timballo su di un piatto da portata.



domenica 5 luglio 2015

Hamburger di tonno, si continua con il panino.

Perché il panino piace, diciamo che piace parecchio. Ricordi di tempi lontani.. seeee magari, in trenta anni e qualcosa di lavoro si possono contare i panini buoni mangiati per la pausa pranzo!
Questo è un signor panino cominciando dal pane, un ottimo panino all'olio home made con la ricetta della #LovelyCheffa Rita Monastero, per cui già da questo!!! La farcitura, beh veramente una sinfonia di sapori ben armonizzati tra loro. 
Io non ho fatto la composta di peperoni per mancanza di tempo ma li ho lasciati grigliati e tagliati a listarelle. Buoni lo stesso, ci sono piaciuti parecchio! Il Fotografo dal palato fino ha gradito e lo ha fotografato al meglio!
Da rifare prestissimo!

Hamburger di tonno con cipolle caramellate e composta di peperone - da "Alice cucina" di giugno 2015.

Ingredienti  (per 4 persone )
4 panini alle olive nere (io all'olio semplici, ho me made)
500 g di filetto di tonno
1 cipolla rossa
4 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi sotto sale
1 peperone rosso
1 peperoncino 
20 g di zucchero 
misticanza (io rucola)
Olio extravergine di oliva 
Sale e pepe

Preparazione 
Tagliate a coltello il tonno e raccoglietelo in una ciotola. Scolate i filetti d'acciuga e tritateli. Tritate anche i capperi,  ben dissalati e asciugati. Aggiungete il tutto al tonno, profumate con una macinata di pepe,  mescolate,  coprite e mettete in frigorifero per circa un'ora.
Intanto abbrustolite il peperone direttamente sulla fiamma del fornelli, utilizzando uno spargifiamma. Mettetelo in un sacchetto del pane e lasciatelo riposare per una ventina di minuti.  Quindi pelatelo, tagliatelo a metà,  eliminate i semi e le coste bianche interne e tagliatelo a listarelle sottili.
Scaldare un filo d'olio in una padella.  Aggiungete le listarelle di peperone e un po' di peperoncino tritato, incoperchiate e fate cuocere a fuoco basso per 15-20 minuti, mescolando ogni tanto. Regolate di sale, levate e tenete da parte.
Affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire a fuoco basso in un'altra padella con un filo d'olio Aggiungete lo zucchero, mescolate e fate caramellare. Levate e tenete da parte.
Riprendete il composto di tonno. Modellate 4 hamburger alti circa 3 cm. Scaldate una piastra, ungete leggermente gli hamburger e fateli cuocere 5-6 minuti, girandoli a metà cottura.
Tagliate a metà i panini e scaldateli su una piastra dalla parte del taglio. Levateli, farciteli con uno strato di composta di peperone, l'hamburger e le cipolle caramellate. Colorate con un po' di misticanza, completate con un po' di composta di peperone e servite.

Ah, niente misticanza... avevo la rucola ed è andata bene!






lunedì 29 giugno 2015

Il ragù dell'aia e altre storie.


Una storia neanche tanto lunga. O forse no. Torniamo alla fine di novembre dello scorso anno, l'esame del corso per Personal Chef, un gran bel percorso veramente! Un paio di settimane dopo avremmo dovuto cucinare per un'altra serata, una cena tutta sui ragù. Io avevo deciso per il ragù dell'aia, i pici precisamente. E la ricetta? Beh, non ho avuto dubbi, ho messaggiato il mio Maestro e grande Chefff (con tre f, si) GG, Pier Luigi Balsimelli che con pazienza mi ha raccontato come orientarmi tra gli ingredienti e con le tecniche e in bocca al lupo per la serata!
Avrei preparato il ragù a casa, lo avrei messo sottovuoto e con la borsa termica lo avrei portato a scuola dove insieme ai miei colleghi, ognuno con il proprio ragù,  salato o dolce, avremmo ultimato le preparazioni. Poi tutti al mitico negozio "Peroni" ad allestire i nostri piatti, io nello specifico a cuocere i pici per poi condirli con il mio ragù dell'aia.
Bene, anzi no, questa serata per me non c'è mai stata. 
Proprio in quei giorni è iniziata una fase della mia vita che mai avrei pensato potesse arrivare. Il mio organismo ha deciso che qualcosa in me doveva cambiare, un cambiamento drastico, alimentazione, vita. Per me è iniziato un periodo di crisi brutta brutta e non ce l'ho fatta ad andare a quella cena, il mio ragù è rimasto ad aspettare tempi migliori. E ora decisamente sono arrivati, migliori anzi di più!
Sabato facendo la spesa ho pensato che poteva essere la giornata adatta e, avendo trovato su "Alice cucina" di luglio una ricetta che più o meno somigliava a quella che avrei voluto fare un bel po' di mesi fa, acquistati gli ingredienti giusti mi sono messa all'opera e devo dire che dalla cucina arrivava un profumo da svenire. 
Niente pici, ho trovato delle pappardelle che mi sembravano molto adatte, per cui....

Hanno gradito tutti, mio cognato Andrea come sempre mi ha fatto omaggio di una foto splendida. 
Molto molto buono il ragù dell'aia, peccato per chi non l'ha potuto assaggiare un po' di mesi fa...



SUGO DELLA FATTORIA da "Alice cucina" di luglio 2015

Ingredienti
700 g di germano (o anatra)
600 g di piccione
400 g di faraona
4 cipolle rosse
3 coste di sedano
3 carote
qualche rametto di salvia e rosmarino
2 bicchieri di vino rosso
olio extravergine d'oliva biologico
pepe nero
sale rosa dell'Himalaya

Preparazione
Mondate e tritate gli odori e le erbe aromatiche; in una casseruola scaldate un filo di olio, aggiungete metà odori e fate appassire; unite la carne tagliata a pezzi, e fate rosolare bene il tutto. Regolate di sale e di pepe, sfumate con un bicchiere di vino e fate asciugare per pochi minuti. Togliete dal fuoco e fate raffreddare,  quindi disossate la carne e battetela a coltello.
Nella stessa casseruola scaldate un altro filo di olio; aggiungete gli odori restanti e fate appassire. Unite la carne battuta a coltello e fate rosolare nuovamente. Aggiustate di sale e di pepe, bagnate con il vino restante e fate evaporare. Aggiungete brodo o acqua a piacere e fate sobbollire a fuoco lento per circa 30 minuti.
Ottimo per condire tagliatelle o fettuccine.

Mie variazioni: al posto del germano o anatra e del piccione ho usato pollo e tacchino.










lunedì 15 giugno 2015

Auguri Svetlana!

No eh, non sono impazzita o per caso il calendario mi è tornato indietro. Il compleanno di Lucia è stato il 3 maggio ma questo post con foto e ricetta era rimasto lì, poverino, scavalcato da altri post che lo hanno mandato momentaneamente nel dimenticatoio... 
Non poteva essere possibile, una bella giornata, un ottimo pranzo e un dolce che dire buono è riduttivo!

Questa torta viene dal corso "Un impasto quattro torte - I dolci di Lovely Cheffa" del novembre scorso. In quel periodo stavo frequentando a Roma il corso per Personal Chef che mi teneva impegnata gran parte della settimana ma, quando la mia cara Amica Rita Monastero organizzava i suoi corsi al sabato mattina, beh non potevo mancare e il treno per casa arrivava dopo la lezione!

Un ricordo dolcissimo e pieno d'affetto non poteva che farmi preparare una torta speciale piena di buono e di bello e mio cognato Andrea, sempre più bravo, ancora una volta mi ha regalato una magnifica foto che le rende davvero merito!


Torta ricca yogurt e fragole di Rita Monastero
Per uno stampo da 26 cm, meglio apribile
150 g farina 00
100 g zucchero
100 g olio (o 50 olio e 50 burro)
100 succo di limone (succo di limone più acqua)
2 uova
1/2 bustina di lievito
Per completare
500 g yogurt alle fragole
250 g Fragole
9 fogli gelatina (g 20)
50 g zucchero
Succo di un limone
150 g crema di latte
Lavorare a crema uova e zucchero;  incorporare olio e metà del succo. A seguire la farina e infine il lievito e l'altra metà del succo.
Fare raffreddare la torta e circondata con un anello; ammorbidire in acqua la colla di pesce e mescolare yogurt e zucchero. Scaldare il succo di limone, dissolvervi la colla di pesce e incorporarla allo yogurt; ricoprire la torta e mettere in frigorifero per almeno due ore o sino a quando la crema sarà ben soda. Guarnire con le fragole e ciuffetti di panna.



lunedì 8 giugno 2015

Sformatini di zucchine. Di nuovo dopo tanti anni.

Ma quanti anni saranno passati? Quattro forse cinque, li preparavo spesso in quantità industriale per le cene dell'agriturismo delle mie cugine che in quel periodo chiedevano il mio aiuto.  Ricordo che cucinavo per loro tegami di ragù, spezzatino di cinghiale, altre cose buone e gli sformatini di zucchine. Mi piaceva preparare per loro, dopotutto io amo stare in cucina e per me era un piacere!

Questa volta mi sono letteralmente chiusa in cucina insieme a mia cognata Lucia, preziosa come sempre. Tra le altre preparazioni ho voluto cucinare ancora gli sformatini di zucchine.
Un'occasione particolare e importante, venivamo a pranzo da noi la figlia di mio marito, Irene con il fidanzato futuro sposo con i suoi genitori. Così ho preparato e cucinato tanto e (me lo dico da sola... no scherzo!) tutte cose buone e devo dire che gli ospiti hanno gradito tutto, in particolare ci sono stati tanti complimenti per lo sformato di zucchine che a tavola ho presentato in versione terrina da tagliare a fette, e qui per il Fotografo ho pensato a una monoporzione, più carina, da sembrare una piccola torta!






Sformatini di zucchine di Cucinare Meglio
Ingredienti e dosi per 4 persone 
250 g di zucchine 
50 g di burro 
2 uova 
1 scalogno (cipolla rossa) 
2 cucchiai di formaggio grattugiato 
Olio d'oliva
Sale
Pepe
Per la besciamella:
30 g di burro 
20 cl di latte 
20 g di farina 
1 pizzico di noce moscata
Sale
Pepe
Preparazione
Lessate le zucchine.
Scolatele, schiacciatele con la forchetta.
In un tegame scaldate un cucchiaio d'olio con 30 g di burro e insaporitevi lo scalogno tritato.
Unitevi il purè di zucchine, salate e pepate.
Lasciate sul fuoco per far evaporare ogni traccia di umidità.
Preparate la besciamella con gli ingredienti indicati e profumatela con un pizzico di noce moscata.
Incorporate alla besciamella le zucchine, le uova leggermente sbattute, due cucchiai di formaggio grattugiato e amalgamate.
Imburrate quattro stampini e suddividetevi il composto.
Cuocete a bagnomaria in forno preriscaldato a 180 gradi per 30-35 minuti.
Sformate gli stampini.


E questo è il link al sito, ci sono anche le calorie!

http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-sformatini_di_zucchine.html




sabato 30 maggio 2015

Fishburger di spada, i panini piacciono sempre.

A me tanto ma tanto. Io paninizzerei tutto, sarà perché ho passato gli anni della mia vita lavorativa a pranzare molto spesso con panini, più o meno buoni, mangiati alla scrivania o al bancone di un bar.
Panini. Non pranzo più a panini ma ora me ne concedo uno ma che sia buono, fatto bene, con accuratezza, dosato e armonizzato negli ingredienti.
Questa volta ho voluto preparare anche il pane, i panini all'olio della Lovely Cheffa Rita Monastero, leggerissimi e soffici che hanno fatto la differenza.
Mi è piaciuta tanto la panatura del pesce spada e la salsa che accompagna, molto stuzzicante.

Da rifare e ancora. Un panino buono ogni tanto mi può fare solo del bene, vero?


Fishburger di spada - da "Alice cucina" di giugno

ingredienti per 4 persone

4 panini ai semi di sesamo
400 g di spada affettato sottile 
100 g di mollica di pane raffermo 
2 uova
2 pomodorini secchi
40 g di pinoli già pelati
4 pomodori  maturi
1 ciuffo di prezzemolo 
Farina
olio di semi di arachidi
sale e pepe

Per la salsa
2 tuorli sodi
2 cucchiai di senape
2 cucchiai di panna fresca
1/2 limone
1/2 cipolla rossa
1 ciuffo di prezzemolo 

Preparazione 

Spezzettate la mollica di pane e frullate con i pomodorini secchi,  tagliati a pezzettini, i pinoli e una macinata di pepe. Aggiungete un po' di prezzemolo tritato e miscelate. 

Eliminate la pelle alle fette di spada. Tagliatele a una lunghezza di 6-8 cm, passatele prima nella farina, poi nelle uova, leggermente sbattute, e infine nella miscela preparata, premendole leggermente per far aderire la panatura. 

Friggete le fettine di pesce in abbondante olio ben caldo. Man mano che sono pronte, scolatele su un foglio di carta assorbente da cucina. Al termine salatele e tenetele da parte.

Preparate  la salsa. Raccogliete i tuorli in una ciotola. Unite la senape, il succo del 1/2 limone e la panna, e amalgamate. Completate con la 1/2 cipolla, tritata finemente, profumate con un po' di prezzemolo tritato e amalgamate ancora.

Tagliate a metà i panini e scaldateli su una piastra, dalla parte del taglio. Farcite con un po' di rucola, 2-3 fettine di pomodori, 1-2 fettine di spade e la salsa, e servite.

In questo caso ho omesso la rucola e il prezzemolo nella panatura. Dimenticanza e basta.

La foto chiaramente è di mio cognato Andrea, secondo me rende moltissimo la bontà del panino!




domenica 17 maggio 2015

Il vitello tonnato due. Il ritorno.

Ma è tutta un'altra ricetta però.
Ricordavo bene, la ricetta del vitello tonnato era già presente sul blog.
Qualche giorno fa mi è venuta voglia di preparare il vitello tonnato,  piatto più che altro estivo e poi molto eighty.... vabbe' non è ancora estate e poi sarà anche un piatto un po' datato ma a me piace parecchio, poi lo volevo diverso dal solito con la maionese, cercavo il vero vitello tonnato. Mi sono messa alla ricerca e ho trovato sul sito di Cucchiaio.it una ricetta che faceva al caso mio e subito ho contattato il mio macellaio di fiducia della Coop di Bucine Davide D'oro che mi ha fatto trovare sabato mattina un bel girello di spalla, secondo me (e lui chiaramente ) il più adatto alla preparazione, forse meno pregiato del nobile girello ma per niente  "stoppaccioso".
Com'era?  Buono buono, è stato apprezzato molto in famiglia, 1,300 kg quasi tutti spazzolati e un po' di salsa avanzata pronta per un panino, qualche fettina di pomodoro e vai!

La ricetta è al link che trovate qui sotto, chiara e ben spiegata.
La foto, come sempre magnifica, di mio cognato Andrea Galvagno che dà molta soddisfazione e lustro ai miei piatti!





giovedì 7 maggio 2015

I mitici carciofi alla giudìa di Franco.

Povera me! Credevo di aver inserito da tempo la ricetta dei mitici carciofi alla giudìa di Franco, mio marito. Controllando il mio povero blog, preso e abbandonato tante di quelle volte da perdere la cognizione delle ricette presenti e non, mi sono resa conto di non averla mai pubblicata. E non ho potuto evitare.
Mitici perché quando arriva il momento giusto, quello dei carciofi "romaneschi" o qui in Valdarno le "mamme" amici e parenti si scatenano con la richiesta a Franco di preparare i "suoi" carciofi alla giudìa. Anche quando vivevamo a Roma era la stessa cosa, e carciofi alla mano, ciotola acqua e limone, Franco iniziava il suo lavoro. 
La prima ricetta a cui ha fatto riferimento è stata trovata su YouTube, comprendeva anche il modo di pulire i carciofi e tutti gli altri piccoli trucchetti. Piano piano c'è stata l'evoluzione e il marito si è documentato, libri, web, televisione.... poi anche lui è stato "folgorato dall'Arcangelo" ovvero leggendo il preziosissimo libro dello Chef Arcangelo Dandini "Memoria a mozzichi", un vero trattato storico culinario di Roma, da leggere e rileggere trovando sempre nuovi spunti e curiosità.
Mi fa molto piacere riportare la ricetta presa dal suo libro. Merita, altroché merita!!!!

Copio pari pari da

 "Memoria a mozzichi" dello Chef Arcangelo Dandini, il capitolo "La cucina giudìa, o il secondo tempo della cucina romana".

Carciofi alla giudia
8 carciofi romaneschi
1 limone non trattato
abbondante olio per friggere
sale
pepe nero in grani da macinare

Mondate i carciofi alle parti più tenere, privandoli sia dei gambi che delle foglie. Lasciarli mezz'ora in acqua fredda con uno spicchio di limone. Toglierli dal bagnetto e schiacciati con la testa rivolta verso il basso, fino ad ottenere una sorta di grossi fiori. Scaldare abbondantemente olio per friggere in una larga padella e immergere al volo i carciofi schiacciati ottenendone dei grandi fiori dorati e croccanti. Aggiustare di sale, di pepe e servire bollenti.

Troppo belle le foto di mio cognato Andrea, non me la sono sentita di scartarne alcuna.









sabato 2 maggio 2015

Una torta dal cuore.

Una torta finalmente, ma quanto tempo era? Forse dal mio compleanno, una millefoglie a cinque strati di sfoglia e crema pasticcera con pezzetti di cioccolata fondente. Ingestibile nel taglio ma buonissimo veramente! Erano i primi di settembre, poi mi sembra nessun altro dolce è venuto a rallegrare la mia tavola.
Una torta, ne avevo voglia. Non di mangiarla ma di prepararla. Erano giorni che avevo comprato le mele, le renette e giravo e rigiravo la ricetta, leggendola e cercando di non saltare righe o ingredienti... (capita...) e oggi mi sono decisa. E torta sia.
Una ricetta semplice di sicura riuscita, che profuma di buono, di casa magari di campagna... una ricetta della Lovely Cheffa, la deliziosa Rita Monastero.
Una ricetta che mi era rimasta aggrappata al cuore, una carezza.
Una lezione sulle torte di mele, intriganti... sono sincera, neanche assaggiata un pezzetto, portato una parte di questa e delle altre torte alla mia amica Stefania e con me la promessa e la speranza che avrei provato le ricette.
Vabbe'... I tempi di attesa... ma ora ho ricominciato e ho chi apprezza i miei piatti e mi regala assistenza e foto stupende! Cosa volere di piu'?

TORTA MORBIDA AL PROFUMO DI LIMONE della Lovely Cheffa Rita Monastero

300 g farina 00
150 g zucchero semolato
200 g latte
4 uova
150 g burro
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
4 mele (meglio Renette)
Zeste di limone
Per completare:
burro
2 limoni o uno e mezzo se sono grandi
Zucchero
Montare a lungo le uova con lo zucchero sino a farle diventare bianche e spumose; aggiungere la farina con il lievito, il latte e il burro morbido. Completare con il sale e le zeste di limone, versare in una teglia da 28 cm, aggiungere qualche fiocchetto di burro e infornare a 190°per 30’ o sino a cottura. Sformare e coprire con una glassa preparata con il succo dei limoni e lo zucchero su una consistenza semidensa.



mercoledì 29 aprile 2015

La Vignarola. Il ritorno.

Cominciamo da dove ci siamo lasciati, va bene? Era novembre e stavo ultimando il corso per Personal Chef a Roma. Avrei voluto raccontare un po' del corso, dell'esame... e invece niente, ad un certo punto puff... sono sparita.
Niente più cucina, voglia di fare, mangiare... niente... Un momento che doveva passare, una fase da cui bisognava transitare... doveva passare del tempo, il giusto tempo. 
Personal Chef, sembrava un sogno, un'esperienza irreale alla quale aveva partecipato un'altra me. Guardavo il Dvd dell'esame e piano piano riprendevo conoscenza... ero io che avevo ultimato un bellissimo e molto molto interessante percorso e ne ero orgogliosa.
Allora si, eccomi Personal Chef ma senza cucina. Era dicembre. Sarebbe dovuto passare tempo. Il giusto tempo per tornare quella di prima, o no, un'altra migliore, più consapevole,  più forte di prima, parecchio.
E piano piano sono tornata a cucinare, bisogna pur mangiare, no! E l'inverno passava piano piano. E io tornavo molto lentamente alla normalità.  La primavera mi svegliava dal letargo invernale ed io approfittavo, dopo un inverno di broccoli e cavolfiori al vapore, minestroni e vellutate, dell'arrivo delle prime zucchine con i loro fiori, dei magnifici carciofi che Franco trasformava in bouquet alla Giudia, o più semplicemente in tegame alla romana. La primavera come rinascita, e Marinora è tornata in cucina, il posto dove deve stare.

Questa è una ricetta tipica della cucina romana,  è della mia prima Maestra in cucina, Valeria Vocaturo, anno 2006.... le verdure sono quelle di questo periodo, e questa preparazione le esalta con i suoi sapori ed i suoi profumi.
Sono tornata e prometto che non spariro' facilmente, se la salute continuerà ad assistermi. Ho molto da raccontare e da condividere. E da cucinare.

Ho preparato la Vignarola questa sera, è stata molto apprezzata ed è stata fotografata da par suo da mio cognato Andrea, il mio Fotografo ufficiale che non finiro' mai di ringraziare (e non solo per la sua bravura)!



LA VIGNAROLA CON FAVE, PISELLI E CARCIOFI di Valeria Vocaturo

In aprile per ogni kg di fave e piselli con i baccelli, sgranati sono 300 gr. in maggio-giugno arrivano a 500 gr.
4 carciofi romaneschi
Piselli freschi 1 kg (con baccelli)
Fave fresche 1 kg (con baccelli)
3 cipollotti freschi
Lardo (Arnad, Colonnata, buono comunque) affettato sottilissimo gr. 50
Lattuga 1 cespo
Olio – sale – pepe in grani – pepe macinato
Qualche foglia di mentuccia

Pulire bene i carciofi, scartando tutte le parti più dure, dividerli in due, eliminare l’eventuale fieno interno, tagliarli in fettine sottili e lasciarli cadere in acqua fredda acidulata con il succo di 1 limone. Sgranare le fave e i piselli e tagliare in fettine sottili i cipollotti. In un tegame fare rosolare a fuoco moderato l’olio, i cipollotti e le fettine di lardo, aggiungervi tutte le verdure, il sale, il pepe in grani e cuocere con il coperchio per 20-30 minuti, fino a quando tutte le verdure saranno ben cotte. A metà cottura aggiungere 1 cespo di lattuga a tranci (contiene acqua), ed evitare di aggiungere altra acqua mentre cuociono. Prima di servire dosare sale e pepe macinato e cospargere con un filo di olio a crudo e qualche foglia di mentuccia.