domenica 1 gennaio 2012

Gehakteleiber ovvero pâté di fegatini ebraico

Una delle prime ricette che il grande Jean-Michel Carasso mi ha insegnato, in uno dei loro corsi a "La buona tavola" a Firenze, un paté di fegatini ebraico che mi era piaciuto moltissimo e che per me, amante del crostino toscano ai fegatini, mi aveva sorpreso molto piacevolmente.
L'avrei voluta rifare prima, ma sono talmente tante le ricette che voglio e devo rifare, che era rimasta là ad aspettarmi, paziente...
Qualche giorno fa ho deciso, per capodanno ci sarebbe stato, tra le altre piccole cose che ho preparato, il paté di fegatini ebraico di Jean-Michel. Beh, era il minimo!!!!
E' venuto davvero molto bene, le sue ricette non sbagliano un colpo! Grazie carissimo e per me averti conosciuto è stata una gioia!
Questi sono i link alla ricetta, dal blog di Jean Michel "Cucinare lontano" e dal blog di Luvi "Il mondo di Luvi" e sotto la ricetta copiata pari pari dai loro blog!
http://cucinarelontano.blogspot.com/2008/04/gehakteleiber-ovvero-pt-di-fegatini.html

http://ilmondodiluvi.blogspot.com/2011/06/crostini-con-pate-di-fegato-all.html


Gehakteleiber ovvero pâté di fegatini ebraico di Jean-Michel Carasso


su crostini di pane di segale, comprato, evvabbè!


 Questo pâté della vecchia tradizione ebraica est-europea è molto buono, non si smette mai di mangiarne...
Le quantità ne decidete voi, ma il procedimento è questo:

Prima di tutto fare dorare molto bene (quasi caramellizzare) in margarina vegetale* una quantità di cipolle bianche sminuzzate uguale a 1/3 del peso dei fegatini di pollo.
Una volta caramellizzata la cipolla, levarla dalla padella e tenerla da parte.
Fare rosolare molto a lungo i fegatini in margarina anch'essi in padella.
Una volta rosolati molto bene e cotti i fegatini, aggiungere la cipolla caramellizzata, 1/4 della quantità di fegatini di cipolla bianca cruda sminuzzata, i tuorli cotti sodi di una quantità più o meno uguale a 1 uovo per etto di fegatini, sale e pepe abbondante, e ridurre il tutto a pâté preferibilmente con il coltello oppure con il pimer (frullatore ad immersione), aiutandosi con aggiunte progressive di olio di semi.
Il pâté non deve essere molto liscio ma nemmeno troppo grossolano. Una cosa media...Ecco...E deve rimanere abbastanza sodo quindi non mettere litri di olio.
Una volta fatto il pâté sminuzzate grossolanamente i bianchi delle uova sode e inseriteli nel pâté mescolando bene.
Si può mangiare subito appena raffreddato del tutto, spalmato su pane di segale o altro, o si può mettere in forma, lasciare rapprendere in frigo per alcune ore e consumarlo a fette...
Mi raccomando i cetrioloni malossol sotto salamoia...

*Margarina vegetale: la Kasheruth ebraica proibisce di usare insieme carne e latticini, quindi niente burro...

Anche io, come Luvi, ho usato il burro......

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