mercoledì 13 febbraio 2013

In diretta dalla Pusteria... (magari)!!!!!


Magari.... e mi manca tanto! Mi manca la montagna, d'inverno e d'estate. Premesso che non scio, neanche il fondo. L'ultima volta, mi sembra che sia tre anni fa, ho provato insieme a mio marito e a mio cugino e la moglie a mettere gli sci da fondo e a provare a fare qualche metro... Loro andavano avanti e io mi impuntavo, non mi muovevo e alla fine cadevo! Niente da fare!
Ma la montagna mi manca e anche parecchio! Mi piace camminare, prendere il sole, mangiare le specialità del posto e andare alla ricerca dei prodotti locali, per poi tornare a casa, inevitabilmente con il portabagagli della macchina pieno!
Contavo di poterci tornare, questo inverno e invece.... intanto mi dedico alla cucina, e devo dire che in questi giorni sto consultando tutti i libri piccoli e grandi che ho portato a casa dalle mie numerose vacanze in Alto Adige. Giorni fa ho preparato gli spatzle agli spinaci, e questa volta ho voluto cimentarmi con la pasta strudel, un'altra delle mie bestie nere. Provata e riuscita anni fa, poi riprovata e fallita una o due volte, fino a questa. Una pasta perfettamente lavorabile, stesa con le mani, senza fatica o timore di romperla!
Una soddisfazione enorme, è piaciuto molto a mio marito che con le verdure non ha un buon rapporto e anche a mio cognato che mi ha regalato questa foto!





Strudel di verdure con salsa di pomodoro dal libro "Cucina tipica della Pusteria" di Karin Longariva






Pasta da strudel
300 gr di farina di grano (io integrale)
2 cucchiai di olio
2 cucchiaini d'aceto
sale
2 tuorli
acqua tiepida
olio per spennellare la placca del forno

Ripieno di cavolo cappuccio e verdure
1 piccola cipolla
400 gr di cavolo cappuccio
100 gr di sedano rapa (io non lo avevo a disposizione ed ho usato il sedano)
1 carota
un po' di olio
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di farina (io pangrattato)
1 tuorlo
prezzemolo tritato
sale e pepe

Salsa di pomodoro
un po' di olio d'oliva
1 piccola cipolla (io scalogno)
200 gr di pomodori pelati
sale e pepe
basilico, origano


Setacciate la farina sulla spianatoia, formate un incavo nel mezzo e versatevi gli altri ingredienti.
impastate la farina con l'acqua e lavorate la pasta finché si presenterà liscia e lucida.
Mettere la pasta in una piccola terrina, spennellatela con olio e lasciatela riposare per circa 30 minuti (io 12 ore) in luogo caldo (io in cucina... fredda).
Per il ripieno tagliate la cipolla a dadolini e fatela soffriggere in un po' di olio.
Tagliate a striscioline il cavolo cappuccio, la carota e il sedano rapa e fateli stufare al dente con la cipolla.
Lasciate intiepidire il ripieno, aromatizzate con sale e pepe, incorporate la farina (io pangrattato), i tuorli d'uovo e il prezzemolo.
Stendete la pasta sopra un canovaccio ben infarinato servendovi di un mattarello oppure tirandola con le mani per ottenere una sfoglia sottile, sistematevi il ripieno, arrotolate e spennellate con il burro fuso.
Cuocete nel forno preriscaldato a circa 180° per circa 30-40 minuti. Dopo 20 minuti, spennellate nuovamente con il burro.
Per la salsa di pomodoro, tagliate a dadolini la cipolla e fatela soffriggere con un po' di olio. Aggiungete i pelati, regolate di sapore e fate sobbollire per circa 30 minuti.
Frullare la salsa con il frullatore e incorporare il basilico e l'origano.

martedì 5 febbraio 2013

C'è sempre una prima volta. Ossobuco in gremolada.

Della serie c'è sempre una prima volta! Mi fa molto piacere che mi sia decisa ad affrontare delle ricette mai fatte, anzi che guardavo sempre con assoluto rispetto e soggezione, vedi la trippa e ora gli ossibuchi alla gremolada, in perfetto stile lombardo. Non che io sia mai stata legata ad una cucina prettamente regionale, anzi, spazio spesso sull'etnico e volentieri sulla cucina delle altre regioni italiane o estera. Ricette della mia regione, il Lazio, alla fine sono quelle che faccio di meno. Ora che vivo in Toscana sto conoscendo e provando diverse ricette del territorio, con gli splendidi prodotti che si trovano qui non se ne può fare a meno.
Ma questa... ero tentata ma volevo fare centro al primo tentativo, allora, come ha fatto mio marito con la sua Coda alla Vaccinara, ho preso la dispensa con il DVD della raccolta "L'Italia del Gambero Rosso" e con la accurata e completa spiegazione del mitico Chef Max Mariola mi sono sentita più tranquilla, e ricetta alla mano mi sono buttata.
Risultato più che soddisfacente, direi ottimo. Io ho voluto accompagnare gli ossibuchi con un purè di patate allo zafferano. Così, tanto per...
 
Ossobuco in gremolada

per 4 persone
preparazione 20 min.
tempo di cottura 100 min.in tegame o padella
Difficoltà media

Ingredienti
4 ossi buchi di vitello di circa 4 cm di spessore, ricavati dal geretto posteriore; 1 grossa cipolla tritata; 50 g di burro; 1 cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva; 1/2 bicchiere di vino bianco secco; circa 200 cc di brodo; 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro; 1 piccolo spicchio d'aglio; la scorza di 1/2 limone non trattato [solo la parte gialla]; 1 manciatina di prezzemolo; farina; sale e pepe. 

Incidete leggermente in più punti la pellicina esterna degli ossi buchi in modo che, cuocendo, non si arriccino e infarinateli.

Scaldate il burro con l'olio in un largo tegame e quando sfrigola mettervi gli ossi buchi. Lasciateli rosolare a fiamma vivace fino a che avranno preso colore quindi girateli e, dopo qualche minuto, versate nel tegame la cipolla tritata, distribuendola fra i pezzi di carne.

Insaporite gli ossi buchi con sale e pepe e proseguite la rosolatura fino a che la cipolla si sarà imbiondita e la carne comincerà ad attaccare.

Bagnate con il vino e, una volta sfumato, aggiungete la conserva, diluita in poca acqua, e un mestolo di brodo caldo.

Abbassate la fiamma, incoperchiate e proseguite la cottura per un'ora, un'ora e mezzo fino a quando la carne sarà tenera e comincerà a staccarsi dall'osso.

Durante questo tempo, controllate spesso che il sugo non si asciughi troppo (in questo caso aggiungete mezzo mestolo di brodo) e girate un paio di volte gli ossi buchi.

Quando saranno pronti, immersi in sugo ben legato, scuro e lucido, tritate finissimo il prezzemolo con la scorza di limone e lo spicchio d'aglio e versate il trito [la "gremolada"] nel tegame.

Lasciate insaporire ancora due minuti e servite gli ossi buchi caldissimi. L'accompagnamento classico è con il risotto giallo allo zafferano ma stanno bene anche con il purè di patate o con il riso all'inglese.




Il link alla ricetta.

http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=165920:ossobuco-in-gremolada&lang=it&Itemid=6


Ahhh, due post così vicini.... nevicherà???

domenica 3 febbraio 2013

In cucina a quattro mani. Trippa alla fiorentina.


Non capita spesso ma quando succede e' molto piacevole. In cucina con il marito, con Franco il mio "Commis".
Oh, a lui piace anche cucinare in prima persona e gli riesce anche molto bene, ma in alcuni casi ci mettiamo tutti e dueai fornelli, ci dividiamo i compiti e via! Questa è stata la volta della trippa alla fiorentina.
Mai fatta la trippa. A me piace tantissimo e ho dei ricordi molto vivi della trippa che cucinava mia nonna. Trippa alla romana, con la menta e il pecorino grattugiato! Adoravo la trippa preparata da mia nonna e dopo non sono più riuscita a mangiarne un'altra così buona!
Fino a quando sono venuta in Toscana e ho assaggiato la trippa alla fiorentina. A Franco la trippa non piaceva ma da quando l'ha mangiata qui in Toscana ha cambiato decisamente idea!
Non avendola mai fatta mi sono affidata ad una ricetta "sicura", ho comprato la trippa già bollita e poi ci siamo occupati della cottura.
Buonissima veramente in questa ricetta, vorrei provarla anche in bianco, magari allo zafferano come l'ho vista preparare allo Chef paolo Tizzanini su Alice! A presto su questi schermi!



Trippa alla fiorentina dal libro "Ricette toscane" di Paolo Petroni

ingredienti per 4 persone
Trippa già cotta (croce e cuffia) gr 800
1 cipolla
Pomodori pelati gr 400
Olio d'oliva
Sale e pepe
parmigiano grattato
Tagliate la trippa (già precotta e morbidissima)in striscioline larghe circa 1 cm.
In una casseruola fate rosolare, in 6 cucchiai d'olio, la cipolla tritata e appena appassisce unite la trippa. Fatela rosolare, girando spesso, per circa 10 minuti, poi unite i pomodori.
Salate, pepate e fate cuocere, con il coperchio  per circa 40 minuti, finché il liquido non si sia ritirato, lasciando alla trippa una consistenza cremosa.
Spegnete il fuoco, spolverate con due cucchiai di parmigiano, girate e lascite riposare per 5 minuti.
Servitela cosparsa con altro parmigiano e del pepe.

Preparate la trippa con largo anticipo, perché è più buona se gustata qualche ora dopo, riscaldata.




 
 
 
Aggiornamento del 15 febbraio. Rifatta, goduta con una buona birra artigianale toscana e fotografata magistralmente da mio cognato Andrea!