giovedì 29 dicembre 2011

Ziggurat di frutta secca

Direi che questa volta è stato veramente un "letto e fatto"! Appena comprato il nuovo numero di Sale e Pepe ho trovato una ricetta che mi ha colpito molto e che mi ha ricordato notevolmente la Compote alla turque del caro Jean-Michel Carasso. Stessi ingredienti, stessi profumi.

La disposizione della frutta doveva essere a piramide ma non mi è riuscita granchè! E dire che Ziggurat rappresenta proprio una costruzione a piramide....

Così sulla mia tavola di Natale ho voluto l'Oriente, con il suo fascino ed i suoi incantesimi.....
E la Compote a la turque sarà sulla mia tavola dell'inizio del nuovo anno, perchè mi farà stare bene, con i suoi aromi da sogno, con i suoi colori, con i chicchi di melagrana.....

ZIGGURAT DI FRUTTA SECCA da Sale e Pepe di gennaio 2012

per 4 persone
125 gr di albicocche secche
125 gr di prugne secche denocciolate
250 gr di fichi secchi
50 gr di uvetta gigante del Cile
200 gr di datteri
50 gr di mandorle spellate
50 gr di pistacchi sgusciati
20 gr di pinoli
125 gr di zucchero
0,6 dl di acqua di rose
0,8 dl di acqua di fiori d'arancio
1/4 di melagrana

Lavate le albicocche, le prugne, i fichi e l'uvetta e riuniteli in una ciotola capiente insieme a mandorle, pistacchi e pinoli. Aggiungete lo zucchero, l'acqua di rose e di fiori d'arancio, mescolate e coprite a filo con acqua bollente. Lasciare riposare coperto per 48 ore.
Sgranate la melagrana, provate i datteri dal nocciolo. Sgocciolate i frutti secchi (tenete da parte lo sciroppo in cui hanno riposato) e disponeteli a piramide su un piatto da portata con i datteri. Guarnite con i chicchi di melagrana e servite. Disponete sulla tavola tante ciotoline con lo sciroppo tenuto da parte, in modo che ognuno possa aggiungerlo sui frutti.


Molto molto molto buono, gli ultimi frutti rimasti ce li siamo mangiati con un buon pecorino fresco....


mercoledì 28 dicembre 2011

Santo Stefano, a tavola.


Diciamo che questo più o meno doveva essere il pranzo di Natale, almeno per la parte della carne, ma dato che eravamo stati invitati dai miei zii a Lupinari, è diventato il pranzo del giorno di Santo Stefano!
Quest'anno sono stati con noi Andrea, mio cognato nonchè grande fotografo, Lucia e sua figlia Evelina, arrivata dalla Lettonia, per la sua prima volta in Italia. Per me è stato un piacere immenso averli con noi, avrei voluto fare di più, preparare di più ma mi è mancato il tempo, e soprattutto la testa.
Comunque devo dire che quello che ho preparato ha riscosso molto successo e anche Evelina che per la prima volta assaggiava tante cose nuove ha apprezzato, e la cosa mi ha fatto molto piacere.
E dato che alla ragazza erano particolarmente gradite le verdure, ho cercato di preparare più possibile primi piatti con carciofi, cavolfiori, e questo risotto al radicchio, sempre buono, con qualsiasi formaggio lo si abbini. In questo caso un pecorino fresco del Casentino, fatto sciogliere nel risotto al momento della mantecatura!
Per il riso voglio ringraziare Sara, del Blog http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.com/ , la mia compagna di Swap, per avermelo spedito nel suo pacco!


RISOTTO CON RADICCHIO

Per 4 persone
Riso  Arborio (gentilmente inviato nel pacco Swap da Sara) gr 300
Radicchio gr 300
Olio -  mezza cipolla rossa per stufare il radicchio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva – 30 gr di burro - mezza cipolla rossa per il soffritto
Vino rosso corposo, a temperatura ambiente
Brodo di carne gr 600
Burro – 2 cucchiai di pecorino del Casentino grattugiato grossolanamente – pepe nero per mantecare
Si fa stufare il radicchio tagliato a pezzetti in olio mezza cipolla tritata.
Si fa il soffritto con la cipolla in crema, olio e burro.
Si fa tostare il riso, si sfuma con il vino. Si porta a cottura con il brodo.
A metà si aggiunge il radicchio stufato. A fine cottura si fa la mantecatura con burro, formaggio e pepe.


risotto al radicchio



per il secondo ho trovato questa ricetta sul numero di Sale e Pepe di dicembre dello scorso anno (li conservo tutti, vabbè!) e vista la mia passione per l'arista e la sua qualità qui in Toscana...... era veramente ottima!


CARRE' DI MAIALE CON SALSICCIA E ARANCE  da Sale e Pepe dicembre 2010

per 8 persone
2 kg di carrè di maiale
2 arance non trattate
200 gr di salsiccia
un mazzetto di timo
mezzo spicchio di aglio
un rametto di rosmarino
mezzo bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva
succo d'arancia
sale - pepe
Spellate la salsiccia, schiacciatela con una forchetta e rosolatela in un tegame con un filo di olio e il rosmarino tritato con il timo e l'aglio, mescolandola per tenerla sgranata.
Lavate le arance e tagliatele a rondelle.
Incidete il carrè con tagli profondi tra gli ossi, farcite ogni taglio con un po' di salsiccia e una rondella di arancia e legatelo ben stretto con lo spago da cucina, in modo da ricomporlo e tenerlo in forma.
Trasferite il carrè in una pirofila, salate, pepate, bagnatelo con il vino caldo e cuocetelo in forno a 180°  per un'ora e mezzo, coprendolo con un foglio di alluminio verso metà cottura e bagnandolo di tanto in tanto con un po' di succo d'arancia e con il suo fondo di cottura. Servitelo a fette.


Il carrè


E poi la crema al mascarpone e arancia per il pandoro e per il Panbriacone Bonci alla Zagara, e......poi abbiamo perso il conto!!!!

Le foto sono di Andrea, e si vede!!!


domenica 25 dicembre 2011

E' Natale anche per me!

Ebbene si, nonostante fossi arrivata totalmente impreparata a questa ricorrenza, nonostante non ci avessi voluto pensare fino a qualche giorno fa..... oggi sono qui a festeggiare il Natale con i miei cari, nel posto meraviglioso che e' Lupinari, la casa dei miei zii, serenamente, con la testa piu' leggera, con la voglia di tornare alla normalita', con la voglia di ricominciare a vivere una vita reale, non in un limbo .....
Questo Natale ho cucinato poco, veramente poco ma per tanto troppo tempo ho avuto la mente presa da un pensiero riguardante la soluzione al problema riguardante il mio lavoro. Ora so che non è lontana e sono un po' più tranquilla.
Vabbè, non è che non abbia cucinato per niente, ieri lasagne ai carciofi, ieri sera la mousse al cioccolato con la ricetta di Jean-Michel Carasso, stasera crepes ai carciofi (evvabbè, avevamo un esubero di carciofi)! Ah, ieri non ci siamo fatti mancare l'insalata russa che più russa non si può di Lucia!

l'albero di Lupinari



Tutto questo per dire che è Natale anche per me, e ho chiesto solo un po' di serenità e di salute, scontato, banale, trito e ritrito potrà dire qualcuno, ma tanto tanto vero!!!
Auguri a tutti, veramente con il cuore!

sabato 17 dicembre 2011

La prima ricetta con i prodotti dello Swap: Risotto allo zafferano


Tornata in cucina! No, non è che l'avessi disertata, ma per riso lesso e minestrine, pollo e carote bollite.... beh, non meritava di parlarne! Ora mi sento decisamente meglio, almeno fisicamente.
La prima ricetta che mi ha inviato la mia compagna di Swap, Sara del blog http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.com/  è il Risotto allo zafferano, che, come sottolinea Sara, non è il Risotto alla Milanese (in quello c'è il midollo). Era la prima volta che lo facevo e devo dire che, grazie anche al brodo di pollo che era avanzato dalle minestrine, è riuscito in una maniera fantastica! Nemmeno a dire che ce lo siamo spolverato in un nanosecondo!!!


RISOTTO ALLO ZAFFERANO
Ingredienti per 4 persone
1 litro di Brodo
125 gr. di burro
1 Cipolla
150 gr. Parmigiano grattugiato
350 gr. di riso
1 bicchiere di vino bianco non freddo
2 bustine di zafferano o corrispettivo in pistilli

Preparazione
Tritare finemente la cipolla,  far sciogliere, senza friggerlo, 80 gr di burro a fuoco lenti e far imbiondire la cipolla nel burro mescolando con un cucchiaio di legno.
Tostare il riso facendogli assorbire bene il burro.
Bagnare il riso con il vino (a temperatura ambiente per non fermare la cottura) e farlo evaporare alzando la fiamma. Dopo evaporato, bagnare il riso con 2 mestoli di brodo caldo ( sempre per non fermare la cottura) per volta, quando evapora altri 2, e così via fino alla fine.
A metà o fine cottura, sciogliere lo zafferano in poco brodo, versarlo sul riso e farlo amalgamare bene.
Cotto il riso, toglierlo dal fuoco e mantecarlo prima col parmigiano grattugiato, poi con il restante burro.
Farlo riposare qualche minuto per farlo insaporire e poi servire.

il link alla ricetta:
http://ricette.giallozafferano.it/Risotto-allo-Zafferano.html





una cialdina di parmigiano, tentativo di rosellina...

Buonooooo!!!! No, di più!!!!

Food swap 2011 di Cranberry del blog Cappuccino e Cornetto

Ho il blog da pochi mesi, lo tratto come un diario, un diario con ricette. Ricette e foto. Questo è il secondo contest a cui partecipo, devo dire che all'inizio ero un po' intimidita, paura di non riuscire, di non fare in tempo...










Dall'estrazione di Cranberry la mia compagna di Swap è stata Sara del blog http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.com/ una carinissima ragazza di Milano, davvero creativa come dice il nome del suo blog.
Lei, bravissima ha già pubblicato da qualche giorno le fasi della partenza del suo pacco con la descrizione del contenuto http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.com/2011/12/food-swap-2011-atto-secondo.html
e dell'arrivo del mio pacco che, sono molto contenta, le è piaciuto! http://creativapergiocoeperpassione.blogspot.com/2011/12/food-swap-2011-terzo-e-ultimo-atto.html

Solo ora riesco a pubblicare il post sull'arrivo del suo pacco, purtroppo dall'inizio della settimana non sono stata bene, ho avuto la febbre e altri problemini para-influenzali. Ora mi sono ripresa e posso riparare al mio ritardo!
Sara, leggendo un po' dei miei gusti in cucina ha individuato subito la mia passione per i risotti e per il riso in generale e mi ha spedito una bella scorta di differenti tipi di riso e delle bustine di zafferano.


















Poi mi ha spedito una confezione di farina di grano saraceno per poter fare i pizzoccheri, non vedo l'ora!
Un barattolo di mostarda mantovana di mele cotogne che insieme al torrone di Cremona saranno sulla mia tavola delle feste. Il panettoncino, beh..... mio marito l'ha già attaccato..... non credo arriverà a Natale!
Poi la ricetta del Risotto alla Milanese, del Risotto allo Zafferano, dei Pizzoccheri della Valtellina, di Teglio e la ricetta originale del Panettone Milanese, tutte scritte sui fogli millimetrati che lei usa per fare gli schemi a punto croce, troppo carini e originali, li conserverò caramente!






Per tutto questo ringrazio ancora tanto Cranberry del blog Cappuccino e Cornetto per aver ideato questo Swap e per avermi dato l'opportunità di conoscere una persona così affabile  e... Creativa!     http://cappuccinoandcornetto.blogspot.com/




mercoledì 14 dicembre 2011

Cozze alla marinara, ricetta francese, mangiate da Lucia in Lettonia.....

Questo post stava fermo lì, in attesa che uscissi fuori dalla fase acuta di un antipaticissimo virus para- influenzale che mi ha impedito di avvicinarmi alla cucina e che sinceramente non mi faceva neanche avere la voglia di guardare preparazioni che non fossero minestrina, mela cotta e simili. Ora sono passata al prosciutto crudo, al grana, domani al pollo lesso e praticamente sto guarendo!
La ricetta delle cozze aspettava da sabato sera quando Lucia ce le ha preparate.
Una ricetta particolare. Una storia. La ricetta è stata preparata a Lucia dalla sua amica Tania, (magari non si scrive così...), l'ultima volta che con Andrea sono stati in Lettonia. Un piatto che Tania aveva mangiato in Inghilterra, cozze con la panna, e che le era piaciuto moltissimo. E dato che so che Tania è una buongustaia.....
Quando Lucia mi aveva accennato di volerle preparare  sono rimasta per un attimo perplessa ma poi, vista la mia voglia di conoscere altri modi di cucinare, sono diventata molto curiosa di vederle e soprattutto di assaggiarle!
La ricetta è inglese, ho fatto una ricerca in internet e ho trovato questa che mi sembra proprio la stessa della descrizione di Lucia!
Noi in quattro che ne siamo mangiate 4 Kg (vabbè ma c'è tanto scarto...) e poi come scrive nel suo blog "Pampelmuse", tanto buon pane da mangiarci insieme!

Questo il link al blog e per comodità ho copiato anche la ricetta, la fotografia è di mio cognato Andrea.


http://pampel-muse.blogspot.com/2010/11/cozze-alla-marinara-francese.html


Cozze alla marinara francese (cioè con panna!)
Ingredienti:

1 kg di cozze
un mazzetto di prezzemolo
mezza cipolla tagliata finemente
mezzo litro di panna liquida
uno spicchio d'aglio
un bicchiere e mezzo di vino bianco
pepe
olio

Raschiare e pulire le cozze. Tritare il prezzemolo. In un tegame far appassire la cipolla e lo spicchio d'aglio con un po' d'olio. Togliere l'aglio quando inizia a scurirsi, aggiungere le cozze e farle aprire e cuocere.
A fine cottura aggiungere la panna, il vino e il prezzemolo tritato e lasciare sul fornello per qualche minuto fino a che il liquido non bolle e si gonfia.
Spegnere il fuoco e servire le cozze con il sughetto sul fondo del piatto, spolverando con il pepe. Serve anche del buon pane per spazzolare tutta la panna che resta dopo aver mangiato le cozze!


Buone!!!!

domenica 11 dicembre 2011

La zucca di Olivia. E una bellissima giornata circondata da affetto.

Ancora una balla giornata, serena, spensierata, intensa.
Mi ha fatto un piacere immenso ricevere la telefonata di mia cugina Agnese che trovandosi nei dintorni, diciamo, zona Amiata,  ha pensato di venirmi a trovare insieme con la sua famiglia, suo marito una persona veramente bella e simpatica e i loro splendidi bambini.
Agnese fa parte dei  miei affetti più profondi, figlia del cugino a cui mia madre era più legata e, insieme alle sue tre sorelle e ai suoi due fratelli, sono una grande, unita e splendida famiglia e io mi sento molto vicina a loro, nonostante ci si  veda poco, anche perchè gli impegni familiari e lavorativi purtroppo tendono ad allontanare le  persone. Ma questa volta l'occasione è stata colta al volo e quando ho ricevuto la telefonata che sarebbero arrivati di lì ad un'ora, ne sono stata entusiasta!

La sera precedente guardando una zucca che faceva bella mostra nella mia cucina, ho pensato che mi sarebbe piaciuta prepararla nel modo in cui l'avevo vista fare nella Cucina di Casa di Valeria qualche anno fa (quattro) da una sua amica, che preparandola insieme a lei, ci ha raccontato che la cucinava in questo modo a sua figlia Olivia,  che purtroppo ora non era più vicino a lei.
Io amo molto la zucca e anche quest'anno l'ho voluta preparare, e un pensiero è andato anche lassù ad Olivia.

Inutile dire che ha avuto molto successo, anche se mangiata dopo il risotto con scarola, uvetta, pinoli e gamberoni (si, l'ho rifatto), ed è stata seguita da una favolosa torta Caprese, ricetta  della grande, mitica Lidya Capasso!


LA ZUCCA DI OLIVIA di Valeria Vocaturo
Per circa 10 persone
Una bella zucca tonda da 6-8 kg
Un pane in cassetta
500 gr di formaggio grattugiato grossolanamente (parmigiano, groviera svizzera, fontina)
½ lt di panna liquida
½ lt di latte
Sale – pepe
Lavate bene la zucca e tagliatene con attenzione la sommità a zig zag ricavando un coperchio spizzato. Togliete il coperchio. Pulite bene il coperchio e zucca dai filamenti e semi senza intaccare la polpa. Salate e pepate accuratamente l’interno e riempitelo di strati alternati di pane in cassetta abbrustolito e spezzettato e di formaggio grattugiato, lasciando lo spazio per riposizionare il coperchio. Versate sul pane e il formaggio a strati la panna e il latte, pepate di nuovo bene il tutto. Chiudete la zucca con il suo coperchio, avvolgetela nella carta di alluminio e ponetela in una teglia ampia e dai bordi un po’ alti. Cuocete in forno non troppo alto (180° -190°) per almeno tre ore o più, controllando che la zucca si stia ammorbidendo. Quando la zucca risulterà morbida toglietela dal forno, eliminate la carta d’argento, scoperchiate la zucca e servite il composto avendo cura di offrire ad ogni commensale una striscia di zucca insieme al ripieno. Il contrasto di colori e di sapori è molto gradevole.




mamma che buona!




Vabbè, una foto della torta caprese non posso fare a meno di aggiungerla, troppo buona e anche molto molto ben fotografata da mio cognato Andrea!

una fettina, tanto per...


venerdì 9 dicembre 2011

Quando cucina il marito. La coda alla vaccinara

In questi giorni ho il piacere di avere a casa mia mio cognato Andrea, mitico fotografo e Lucia!  Siamo stati in giro per i dintorni, stupendi in questo periodo, dei colori meravigliosi, decisamente più autunnali che invernali. Ho anche cucinato, per carità, come potrei rimanere lontano dalla mia cucina! Infatti ieri abbiamo pranzato con una lasagna alla bieta ripassata aglio olio e peperoncino... da leccarsi i baffi.
Ma oggi ha cucinato Franco e quando Franco sta in cucina deve stare solo, io gli ho lasciato due bei sedani e sono uscita con Andrea e Lucia, a godermi una mattinata con un tempo ancora bello, in giro a contemplare paesaggi che fanno bene all'anima, e che ho la fortuna di avere veramente a pochi chilometri da casa!
Franco era in cucina per preparare una delle sue specialità, la coda alla vaccinara, tipico piatto della cucina romana, che se non viene fatto davvero come si deve, e capita anche nei ristoranti..... non si può mangiare!
Franco segue la ricetta del Gambero Rosso, qualche anno fa uscì una raccolta con DVD delle ricette regionali, e su quello delle ricette romane, la coda alla vaccinara è spiegata molto bene dallo  Chef  Max Mariola.
Per farla breve, alle14 circa la coda era pronta, si, ha una cottura abbastanza lunga ma merita l'attesa. Tanti complimenti al cuoco, anche questa volta ha passato l'esame!


la coda con il suo sugo e il suo sedano


http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=724:coda-alla-vaccinara&lang=it&Itemid=6


Coda alla vaccinara del Gambero Rosso
6 persone
1,5 kg circa di coda di manzo; 1 guancia di manzo (a roma si chiama gaffo); 1 kg di pomodori pelati; 50 g di strutto; 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva; 1 bicchiere di vino bianco secco; 1 sedano di media grandezza; 1 cucchiaio di pinoli; 1 cucchiaio di uvetta; 1/2 cucchiaio di cacao amaro. per il battuto: 1 grossa cipolla; 1 carota, 1 costa di sedano; 1 spicchio d'aglio; prezzemolo  

Dividete la coda in pezzi, incidendola esattamente alla giuntura delle vertebre, scottatela per circa tre quarti d'ora in abbondante acqua salata in ebollizione e sgocciolatela.
Preparate un trito con cipolla, sedano, carota, aglio e prezzemolo. Scaldate l'olio e lo strutto in un largo tegame di terracotta e fatevi appassire dolcemente il trito di verdure.
Quando comincia a prendere colore, unitevi la coda e la guancia tagliata a tocchi e proseguite dolcemente la rosolatura girando spesso i pezzi di carne, fino a quando avranno preso colore.
A questo punto, bagnate con il vino e lasciatelo evaporare lentamente. Insaporite con sale e pepe e unite i pomodori sminuzzati. Incoperchiate e proseguite la cottura, a fuoco dolce, per circa tre ore.
Durante questo tempo, girate ogni tanto i pezzi di carne e, se necessario, unite qualche cucchiaio di acqua calda. Nel frattempo, mondate il sedano scartando le coste più dure e togliendo dalle altre i filamenti.
Tagliatelo a pezzi, scottatelo brevemente in acqua salata in ebollizione e unitelo alla coda quando questa sarà quasi cotta e il sugo ben addensato (dopo circa due ore e mezzo). Fate ammollare l'uvetta in acqua tiepida, sgocciolatela e unitela alla coda in fine cottura. Unite anche i pinoli e sciogliete il cacao nel sugo.
Ancora un quarto d'ora e la coda è pronta: lasciatela riposare per cinque minuti e servitela nello stesso recipiente di cottura.
Le tre ore del tempo di cottura sono indicative. Possono variare, in più o in meno a seconda dell'età dell'animale e quindi della durezza della carne. Tenete presente che alla fine la carne dovrà essere stracotta staccandosi quasi dall'osso.

domenica 4 dicembre 2011

Il petto d'anatra all'arancia di Valeria incontra il purè di manioca di Luvi...

... e devo dire che è stato veramente un incontro azzeccato, tra due ricette ideate da due persone che stimo molto e alle quali mi ispiro spesso (molto spesso) in cucina. E due persone alle quali sono molto legata!
Era parecchio che non cucinavo il petto d'anatra. A Roma mi capitava spesso, anche se prima di iniziare a partecipare ai corsi da Valeria, giuro che il petto d'anatra neanche lo conoscevo.
Come con la manioca. Prima di leggere il post di Luisa Luvi che abbinava il purè di manioca al petto di anatra, non sapevo neanche che forma avesse, come si usasse e tutto il resto.
E allora ieri mattina all'Ipercoop, piena di gente che faceva la spesa, io cercavo di costringere una manioca di 1 kg e 800 gr. ad entrare in un sacchetto che veniva bucato dalla stessa, la mia manioca per terra in tre pezzi e io, al colmo del caldo e dell'agitazione rimettevo i pezzi della mia manioca dentro altri due sacchetti (uno dentra l'altro).
Ma oggi, per pranzo ho avuto il mio purè che ha degnamente ha accompagnato il petto d'anatra all'arancia.


PETTO D'ANATRA ALL'ARANCIA di Valeria Vocaturo con purè di manioca di Luvi

Per 6 persone
2 petti d’anatra (800 gr)
1 noce di burro
1 arancia
2-3 cucchiai di liquore all’arancia
Sale – pepe
Sciacquare, asciugare i petti, salare e pepare, incidere la pelle con dei tagli in diagonale. Riscaldare una padella antiaderente senza olio, quando è molto calda si mettono i petti d’anatra dalla parte della pelle e si fanno cuocere 5 minuti poi si girano e si fanno cuocere altri 5 minuti. Poi si prendono i petti senza il grasso e si mettono in una teglia con la pelle in su in forno statico a 100° per 10 minuti. Prima di affettarli far riposare 10 minuti.
Per la salsa: in un pentolino mettere il grasso dei petti d’anatra, il succo dell’arancia, la buccia dell’arancia a zeste, il liquore all’arancia, il sugo tirato fuori dai petti in forno. Si fa evaporare un po’ (deve restringersi) e si amalgama al burro, mescolando.


petto d'anatra e purè




per la ricetta del purè di manioca vi rimando al post che Luvi ha dedicato alla ricetta del suo
Petto d'anatra alla erbe, arrostito con purè di manioca e manioca fritta in riduzione di vino rosso  dove ci racconta tante cose molto interessanti sulla manioca e sui suoi usi.



Comè la manioca? Per ora posso dire che in purè è molto buona, ha un suo sapore particolare, e come notava Luvi, assorbe molto più latte che le patate.
Dato che me n'è avanzata metà, a prestissimo la versione fritta a bastoncini, tutta da provare!


sabato 3 dicembre 2011

Ancora un risotto. Con scarola, pinoli, uvetta e gamberoni

di Valeria Vocaturo, of course. Non sono gamberoni ma mazzancolle precotte acquistate alla Ipercoop, in un sabato mattina di follia, di shopping da carrelli pieni.  Io no, volevo entrare per comprare "giusto due cosette", come al solito sono state qualcuna più di due ma giuro che il mio carrello non era pari agli altri! Avrei voluto comprare qualche gamberone ma la fila al banco del pesce mi ha fatto desistere, ho ripiegato sulla vaschetta di mazzancolle tropicali, pure in offerta. Il piatto forse ne avrà perso in sapore ma la mia pazienza e la mia resistenza al caldo ne hanno guadagnato.

Ringrazio per questa ricetta, a parte Valeria che l'ha ideata, anche una mia cara compagna di corsi della scuola Cuoche per Caso, Francesca Panicini, che mi ha inviato le ricette della lezione "Riso & Riso".
Io, come oramai si è capito, sono una grande appassionata di questo cereale, in tutti le versioni, salato e dolce. Ho già adocchiato almeno un altro paio di ricette.....

RISOTTO CON SCAROLA, PINOLI, UVETTA E GAMBERONI di Valeria Vocaturo

per il risotto: 2 cucchiai di olio, 50 gr (25 gr + 25 gr) di burro, 400 gr di riso Vialone Nano, 1 lt di brodo di pesce, sale e pepe,
Per la scarola: 1 cespo piccolo di scarola, 1 spicchio di aglio, 2 cucchiaio di olio, 2 cucchiai di olive nere 1 cucchiaio di pinoli e 1 di uvetta, sale e pepe.
Per i gamberoni, olio, aglio, sale e pepe e sfumare con vino bianco.

Allora, vista l'ora tarda, ho proceduto così:
In un tegame olio, aglio, la scarola lavata e fatta in pezzi, poi sale e pepe, l'ho fatta appassire coperta. A metà cottura ho aggiunto pinoli, uvetta e olive.
Ho aggiunto il riso, l'ho tostato,  l'ho fatto cuocere con brodo vegetale (di pesce non ne avevo!). A fine cottura, a fuoco spento ho aggiunto le mazzancolle (cotte...) e ho mantecato con un filo di olio. Tutto qui. La fame avanzava e non si poteva più aspettare!


bello e buono!

venerdì 2 dicembre 2011

Buoni i cardi!!!!!!!!

Al mercato del mercoledì mattina (con un'uscita medico e mercato, mica male!), ho fatto il solito pieno di verdure, e stavolta ho preso anche un bel mazzo di cardi. Li amo molto ma ogni volta, mentre li pulisco mi chiedo chi me l'ha fatto fare! Armata di guanti da cucina, coltellino, ciotola di acqua e limone ho pulito i miei cardi, li ho sfilati per bene, li ho fatti a pezzi e li ho lessati (aggiungendo un cucchiaio di farina, lo devo aver letto da qualche parte...).
E poi..... Non avevo idea di come prepararli, mio marito li voleva al forno con la besciamella, io non avrei disdegnato una bella parmigiana di cardi... ma avrei dovuto friggere e non mi andava. Così dopo una brevissima ricerca su Google ho trovato questa ricetta addirittura in un sito di cucina toscana!
E mi sono messa all'opera. Risultato eccezionale direi!!!


porzioncina di pasta


Diciamo che ho preso spunto dalla ricetta, poi ho fatto parecchie mie variazioni.

Il link:
http://www.piattitoscani.it/ita/ricettetoscane/primi/Pasta%20al%20forno%20con%20i%20cardi/283.html

per comodità riporto la ricetta:

PASTA AL FORNO CON I CARDI dal sito  "Piatti Toscani"

Ingredienti
gr 500 di pasta da lasagne fresca
lt 1 di latte
2 cucchiai colmi di farina
gr 125 di burro
aglio e salvia
olio, sale e noce moscata
kg 2,5 di cardini (da pulire)
parmigiano reggiano
succo di limone
Preparazione
Lessare i cardi in acqua acidulata con limone. Quando sono cotti scolare e tagliare a pezzetti, insaporire in una padella con aglio e salvia, sale e pepe e un pochino di olio. A questo punto preparare la besciamella con 1 lt di latte, 2 cucchiai colmi di farina, 125 gr di burro, sale e noce moscata. Cuocere la pasta e stenderla su una tovaglia. Prendere una pirofila da forno e ungerla con il burro. Fare uno strato con la pasta, uno di cardi e un poco di formaggio parmigiano, pasta e poi besciamella, pasta e cardini e così via. Finire con besciamella e formaggio. Cuocere 40' in forno a 180-200°.

variazioni:
Mezze maniche Voiello al posto delle lasagne
niente noce moscata nella besciamella
niente salvia ma al suo posto il peperoncino
al posto del parmigiano un pecorino fresco del Casentino

Vado ad aggiungere una cosa, io la besciamella la faccio metà acqua e metà latte.
Da quando Luvi mi ha raccontato questo modo di prepararla, devo dire che le preparazioni risultano molto più leggere, dando il giusto risalto anche agli altri ingredienti!