domenica 30 ottobre 2011

E Peposo sia.....

 Ultimi mesi dell'anno 2004, la seconda lezione di cucina alla scuola di Valeria Vocaturo "Cuoche per caso".  E guarda un po', lezione di cucina toscana.
E come docente una toscana D.O.C., Clara Gotti. Una lezione coinvolgente, veramente entusiasmante. Sono passati tanti anni e ancora la ricordo bene. Per me era una grande emozione poter apprendere nozioni di cucina toscana. Io ero innammorata già da moltissimi anni di questa terra, ma era la prima volta che mi avvicinavo alla sua cucina. Emozionata è dire poco.

Riguardando gli appunti presi in quella lezione ho visto anche altri piatti che voglio replicare a breve....
Ho voluto iniziare con il Peposo, sarà che amo gli stracotti. ma su queste preparazioni mi butto volentieri!


IL “PEPOSO” di Clara Gotti
Vitellone in spezzatino gr. 800
Per la marinata: aglio 1 spicchio, cipolla 1, rosmarino 1 rametto, alloro 2 foglie, vino rosso 2 bicchieri, pepe macinato
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
pepe in grani
sale
fecola di patate un cucchiaino

Si mette in infusione la carne con: vino, carota, cipolla, rosmarino, pepe macinato, dalla mattina per la sera o una notte per il giorno dopo.
In un tegame olio, 1 spicchio di aglio, 1 cipolla tritata, la carne tolta dalla marinata, si aggiunge una manciata di pepe in grani. La carne deve perdere i liquidi a fuoco vivo.
Si aggiungono le foglie d’alloro. Quando la carne è rosolata si porta avanti la cottura con il liquido della marinata (tolte le verdure e filtrato). Deve cuocere a tegame coperto e a fuoco basso. Si regola di sale. Alla fine si aggiunge un cucchiaino di fecola di patate per addensare il sugo.
Si accompagna bene con un purè di patate.

Peposo
Purè lilla



Insieme


Questa volta ho aggiunto anche del rosmarino in cottura, togliendolo alla fine.

Il purè l'ho voluto preparare con le patate viola, sono troppo belle (e anche buone)!

venerdì 28 ottobre 2011

C'è sempre un'occasione per festeggiare (e per mangiare)!!! 16 anni con Franco

Certe volte mi viene da sorridere quando parlo di me. E sorridono anche le altre persone. Parlo di me come di una "giovane" di una "ragazza", ancora alle prese sul cosa fare da grande e con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità!
E mi viene da sorridere ricordando che, finalmente il 28 ottobre 1995, dopo qualche mese di conoscenza, di colazioni e pause pranzo all'Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Roma, mi decisi a fare la telefonata a Franco per chiedergli di uscire... Oh, il suo numero di telefono di casa me l'aveva messo, così, con nonchalanche, dentro un libro che mi aveva prestato, un libro di Stephen King.....
Due anni di "frequentazione", di uscite con orari più che rigidi imposti da mia madre, di conflitti con la stessa e di aggiustamenti in corsa al nostro rapporto. Poi la convivenza e dopo altri due anni, il matrimonio.
E dopo 16 anni mi viene da sorridere al pensiero di pensare cosa preparare da mangiare, alle canzoni che ci ricordano quei momenti, a come eravamo e come siamo ora, ancora insieme a dispetto di una vita che non ci ha risparmiato veramente nulla ma che in qualche modo ci ha reso più forti! E che ci regala queste giornate e questi colori della nostra amata Toscana e la presenza dei tesori che fanno parte della nostra vita.

Torniamo in cucina, va, che mi scende la lacrimuccia....

Lasagne alla bieta, ripassata aglio olio e peperoncino.
Praticamente una variazione della lasagna ricotta e spinaci solo che qui c'è bechamelle, parmigiano e la bieta  ripassata...... più semplice di così.... la prossiva volta voglio provare ad utilizzare provolone piccante, così da bilanciare il magnifico "ajo, ojo e peperoncino" che forse sovrastava la bechamelle con l'aggiunta del solo parmigiano.
Signori, si sperimenta!


la lasagna alla bieta ripassata






Bocconcini di tacchino con porri stufati e cotti con salsa di gorgonzola e pere

una non ricetta. Si prende un petto di tacchino, si taglia a cubetti, si infarina. In una padella olio a coprire il fondo, in questo caso due porri a fettine, si fanno stufare a fuoco lentissimo.... , si aggiungono i cubetti di tacchino, dai quali si toglie la farina in eccesso e si fanno rosolare. Si sfumano con il latte e si aggiunge il gorgonzola a pezzetti, a me piace dolce ma nessuno vieta di adoperare il tipo più forte. Quanto? Q.B. A gusto, a sentimento, a golosità! Si copre e a fuoco basso e a padella coperta si fa finire di cuocere. Se serve (io l'ho fatto), si aggiunge un po' di acqua calda.
Le dosi? Non ci sono. Io con un bel petto di tacchino di circa 850 gr. ho affettato e stufato due bei porri, ed il gorgonzola era uno spicchio... non tutto,  tre quarti, il resto ce lo siamo pappati noi.
Per quante persone, direi 4, ne è avanzata circa la metà, ottimo con un Basmati a suo fianco!



bocconcini di tacchino



Crumble di mele - liberamente interpretato da una ricetta di Valeria Vocaturo

Crumble di pere al cioccolato


Crumble alle mele


Ingredienti per il crumble
Farina 00 gr. 80
Burro non salato, morbido gr. 70
Zucchero di canna gr. 60
Farina di mandorle gr. 60

Ingredienti per le pere
Pere decane 4
Burro gr. 50
Zucchero 2 cucchiai
Cannella in polvere 1 cucchiaino
Rum 1 bicchierino
Cioccolato amaro gr. 50
Pelare le pere, togliere il torsolo, tagliarle a cubetti di 1 c. circa e spadellarle con il burro, alla fine aggiungere lo zucchero, la cannella e il rum facendole un po’ caramellare; scolarle, farle raffreddare in un piatto ed aggiungervi il cioccolato a scaglie.
Preparare l’impasto del crumble mescolando con le punta delle dita tutti gli ingredienti riducendoli in grosse briciole. Disporre le pere in un piatto di porcellana da forno e coprirle con il crumble, infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti, fino a quando il crumble non sarà dorato.

Le mie variazioni:
Mele invece che pere
Calvados invece del Rum
Niente cioccolato

Ah, tutto buonissimo, niente da eccepire!!!






domenica 23 ottobre 2011

Filetto di maiale... ve l'avevo promesso!!

Ancora di Valeria Vocaturo, ancora in cucina con me. Sinceramente non vedo l'ora di tornare io nella sua cucina, colorata, accogliente, con quell'arancio che predomina e che tanto mi ha colpito dalla prima volta che ho varcato la soglia della sua scuola!
Io adoro l'arancio e vedendo tanti attrezzi, stoviglie e grembiuli di quel colore, non potevo che sentirmi bene!
Ho tanta voglia di rivederla e di riprovare quella sensazione di calore, di magia che, inevitabilmente, ogni volta che entro nel portone, in quel giardino al centro di Roma, mi predispongo a sentire.

Qualche settimana fa avevo scritto di filetti di maiale che aspettavano del mio congelatore, uno è stato preparato con prosciutto, pistacchi e uva e quello che ho preparato oggi... va bene, ecco la ricetta, precisa, scritta bene, da una lezione da Valeria nel lontano (...) ottobre 2005.



FILETTO DI MAIALE CON LE CASTAGNE DI VALERIA  VOCATURO












Castagne 250 gr. (400 gr. con la buccia)
1 filetto di maiale (se polpa, tagliata a spezzatino)
2 bicchieri abbondanti di Pinot Grigio o altro vino bianco
Olio – sale e pepe
2 spicchi d’aglio (sgusciati interi)
1 cucchiaio di Paprika dolce
2 foglie di alloro
½ cucchiaino di zafferano in stimmi o 1 bustina in polvere
Preparare una marinata con aglio, zafferano, paprika e alloro. Se è un filetto di maiale 1 ora in marinata, se è polpa a spezzatino 3-4 ore.
Si asciuga la carne e si mette a rosolare con olio in una pentola. Quando è rosolata si sala e si pepa e ci si versa il vino (filtrato) della marinata. Si copre e si fa cuocere per circa 40’. Dopo circa 20 min. si aggiungono le castagne e si fanno rosolare insieme al filetto.

Oggi: ho mantenuto nella ciotola il residuo della marinata e visto che il sugo si era un po' asciugato ho aggiunto un po' di acqua bollente e l'ho aggiunta nella pentola con il filetto e le castagne.
Per rendere più cremoso il condimento, tolto il filetto dalla pentola ho aggiunto una noce di burro maniè.



sabato 22 ottobre 2011

Cavoli, broccoli e broccoletti....

Giorni del cavolo..... e visto che questo blog è un diario per me, un diario con ricette... ogni ricetta che pubblico viene dal mio cuore, è frutto dell'amore, della passsione che ho per la cucina. E visto che è un diario, ho cominciato dicendo: "Giorni del cavolo"!
Premetto che amo cavoli, cavoletti, broccoli e broccoletti in tutte le loro forme, ma questi sono per me dei giorni un po' così.
Sto vivendo una situazione che spero finisca in breve tempo, ho bisogno di mettere la parola "Fine", di chiudere il cerchio che si è aperto due anni fa , di avere la mente finalmente sgombra dal pensiero che bene o male da troppo tempo sta tenendo banco.

Tornando a cavoli e broccoli, ora ho iniziato piano piano a vederli sui banchi del mercato, anche se ho sempre saputo che sono più buoni dopo la prima gelata. Ma a me piacciono talmente tanto che ho già provveduto ad acquistarli, cucinarli e a mangiarli!

La prima ricetta che ho fatto è stata una pasta, nel mio caso le Casarecce di Gragnano Fior Fiore Coop, che sono state ripassate in broccolo romano, lessato (al dente!!!) e ripassato in olio (di Lupinari, c'è da dire?), aglio e peperoncino.  Erano veramente ottime!


Pasta aglio, olio, peperoncino e broccolo romano



















Un'altra ricetta, questa l'ho fatta ieri sono le piadine di patate con broccoletti (o cime di rapa, o rapi, rapini e chi sa quanti altri nomi..).
La ricetta è ancora di Valeria Vocaturo, la mia sicurezza!
Carina, originale e sfiziosa. I broccoletti, eh si, ripassati con olio (quello buono di Lupinari!), aglio e peperoncino!!!




PIADINE DI PATATE CON LE VERDURE di Valeria Vocaturo

Piadine di patate di Valeria











Per le piadine: ne vengono 18
patate gr. 500
farina gr. 125
sale – pepe – 1 cucchiaio di parmigiano – un po’ di olio per ungere la padella
broccoletti gr. 700 puliti
olio – peperoncino aglio 1 spicchio
In una padella olio, aglio e peperoncino, i broccoletti, il sale e coprire. Aggiungere l’acqua che serve. Cuocere le patate, pelarle schiacciarle da calde. Sulla spianatoia, con sale, pepe, parmigiano e farina. Impastare come per gli gnocchi. Stendere una sfoglia, tagliarla con un coppapasta e fare le piadine. Mettere in una padella appena unta e molto calda le piadine, far fare la crosticina da una parte e dall’altra. Servire su un piatto da portata con sopra la verdura.

Come si dice..... continua, con altre ricette di cavoli, broccoli, verze e chi più ne ha più ne metta!!!!









domenica 16 ottobre 2011

Spuntature o rosticciane...


Sono romana, ho sempre amato la Toscana, ho vissuto fino a due anni fa a Roma e ora vivo in Toscana.
Amo la cucina, la amavo e cucinavo anche a Roma. A Roma dal macellaio acquistavo le spuntature, le preparavo insieme alle salsicce per un buon sugo per la polenta oppure al forno, con le patate.
Giusto due giorni fa alla Coop di Bucine, dove spesso acquisto la carne, ho visto delle bellissime rosticciane.
Ricordo la prima volta, quando ho chiesto al macellaio della Coop che volevo le più alte, con tanta carne e lui guardandomi interdetto mi ha risposto che "qui" tutti le chiedono basse,  e meno male che c'era qualcuno le sceglieva così!
Ero con Franco, ne abbiamo scelto un bel pezzo grande, il macellaio ce lo ha intaccato. A casa Franco ha diviso il pezzo, metà è finito nel pozzetto e metà ha atteso in frigo, parte alta dedicata alla carne, oggi, il pranzo della domenica. Rosticciane al forno accompagnate da patate al forno.
Vorrei dire che la cottura delle rosticciane non è una vera e propria ricetta.
Si mette la carne in una teglia con olio, si "massaggia" il pezzo con degli aromi e sale, e si mette in forno a 200°. Quando la carne era completamente rosolata Franco ha aggiunto un bicchiere (o meno) io non c'ero... di vino bianco. Poi ha fatto evaporare il vino e ha portato a cottura completa.
Il tempo, era un pezzo con 8 costine, un ora circa.  Le rosticciane sono state cotte nel forno elettrico.
Già, delle rosticciane se n'è occupato Franco, io ho pensato alle patate, solita procedura, patate pelate, tagliate a pezzi non troppo piccoli, in acqua a perdere l'amido. Asciugate bene e in una teglia antiaderente con olio a coprire in fondo e aromi, o salvia e rosmarino. In forno al massimo della temperatura, muovendole ogni tanto con una paletta. Le patate sono state cotte in forno a gas.
Per questo metodo non finirò mai di ringraziare Rita Monastero, da allora non sbaglio un colpo!

Bene. Questa "non ricetta", un po' di chiacchiere e cose buone le dedico a Flavia.
Voleva sapere delle mie rosticciane. E io non potevo assolutamente non raccontargliele!



Rosticciane, rostinciane o spuntature

giovedì 13 ottobre 2011

Impastando ciambelline..... con l'olio di Lupinari!

Ma poi quante erano alla fine, boh, non le ho contate, la ricetta parlava di una settantina ma ho arrotolato talmente tante ciambelline che alla fine non ne potevo più. Consideriamo anche che era l'una di notte e che ero in piedi davanti al tavolo della cucina ed una teglia entrava ed una usciva dal forno, piene di ciambelline, ma ine ine....che non finivano più!



 E' che a me piace particolarmente mettermi a pasticciare in cucina, la sera. Lo facevo anche a Roma, e capitava anche di notte, magari quando non riuscivo a dormire.
Ricordo una notte che Franco non vedendomi al letto, in piena notte venne subito a cercarmi in cucina e mi trovò alle prese con una pila di crepes..... era così rilassante.....
Questa volta alle 11 di sera, mi è venuta la voglia di fare le ciambelline, al vinsanto e all'arancia.
Ho seguito una ricetta pubblicata sul sito http://www.olivarte.it/  solamente che non avendo in casa l'olio aromatizzato all'arancia, il Res Arancia, veramente ottimo, ho spremuto un'arancia e ho fatto ridurre il succo in un pentolino, poi l'ho mescolato all'olio.
Ah, l'olio chiaramente è di Lupinari, il migliore che esiste (e non perchè sono di parte)!

 http://www.lupinari.com/it/




Il link alla ricetta:
http://www.olivarte.it/page3olivarte.html


Ciambelline
Per 70/75 ciambelline
1 kg di farina
250 ml di Res Arancia
90 ml di Olio delle Olive
250 ml. di Vin Santo
100 gr. di zucchero
1 bustina di lievito in polvere
Mettere la farina a fontana su un piano di lavoro e fare un buco nel mezzo, dove versare l’olio, il Vinsanto, lo zucchero e il lievito.
Iniziare a mescolare con una forchetta fin tanto che si può iniziare a lavorare l’impasto con le mani, cercando di utilizzare tanta farina quanto né basta per rendere l’impasto soffice e elastico (avanzeranno circa 100 gr. di farina).
Continuare a impastare a mano per qualche minuto. Utilizzare l’impasto un po’ alla volta rotolandolo su un piano di lavoro con le dita per formare delle strisce del diametro di un centimetro circa. Con la striscia così ottenuta formare dei piccoli anelli chiusi alle estremità schiacciando leggermente. Toccare un lato di ogni ciambellina in una ciotola con lo zucchero fine e sistemarla dalla parte non zuccherata su una teglia coperta con carta da forno.
Infornare a 200° C per 25 minuti circa fino a che risultino dorate.




Ne dovevano venire 70/75... me ne sono venute un numero imprecisato.... ma le ho volute fare piccine piccine piccine.....


martedì 11 ottobre 2011

Filetto di maiale all'uva e pistacchi. Ancora una ricetta di Valeria!

Valeria mia, ti fischieranno le orecchie per quante volte ti nomino e per quante volte sei in cucina con me! Ma è così, mi viene naturale andare a sfogliare le tue ricette, con le prime foto che facevo alle tue lezioni, ancora nessuno fotografava e tutte le altre "Cuoche per Caso" mi guardavano con una faccia.....
So solo che gli ultimi anni erano tutte lì, in prima fila, sfoggiando tecnologie fotografiche all'avanguardia, rispetto alla mia compattina.... piccola, modesta ma con il cuore!

Avevo nel congelatore due filetti di maiale e dato che erano qui mio cognato Andrea e Lucia, avevo voglia di prepararne uno dei due in una maniera un po' particolare. Bene, il periodo è  quello giusto per l'uva, i pistacchi li avevo e il prosciutto..., quello che ho trovato qui in Toscana, è eccezionale!
E allora, senza la minima esitazione sono partita con la tua ricetta!



FILETTO DI MAIALE AL PROSCIUTTO CON PISTACCHI di Valeria Vocaturo



















Si contano 150 gr di filetto a persona
Per 3 filetti da 600 gr circa:
300 gr di pistacchi tritati
300 gr di prosciutto crudo
1 grappolo di uva bianca (metà grappolo si spreme l’altra metà si dividono gli acini a metà)
Olio – sale – pepe
½ bicchiere di vino bianco
Ripulire i filetti di maiale dalle pellicine. Salarli poco (il prosciutto può essere salato), si pepano, si avvolgono con il prosciutto (fetta lunga sul lato corto), si legano con lo spago da cucina.
In un tegame che possa andare in forno si scalda l’olio,si fanno rosolare i filetti pochi minuti per parte, poi si aggiunge il vino bianco, i pistacchi tritati, gli acini d’uva tagliati a metà e privati dei semi e il succo del’uva. In forno a 180° per 15-20 minuti (dipende dal peso del filetto.) Si fa freddare, si toglie lo spago e si taglia a fette. Se il sugo fosse troppo liquido, si fa restringere sul fuoco.
in questo caso ho aggiungo una noce di burro maniè per rendere più cremosa la salsa.

Ho accompagnato il piatto con un purè (sempre Valeria style) fatto con patate bianche e viola,  praticamente è venuto lilla, montato con panna, sale e pepe, e io mi sono divertita a saccapposciarlo sui piatti. E ci stava molto bene!

E il secondo filetto di maiale????? Un po' di pazienza, la ricetta è pronta anche per lui!!! E indovinate di chi è?????

domenica 9 ottobre 2011

La sbriciolata ricotta e prugne di Lucia

Questo fine settimana sono stati da noi mio cognato Andrea con la sua Lucia.
Beh, che era qui Andrea si capisce subito dalle sue foto che fanno la differnza e la presenza di Lucia si nota da questo meraviglioso dolce che ha voluto fare sabato sera, intorno alle 23.30 o giù di lì.
Mi aveva accennato per telefono di aver preparato a casa un dolce che in Lettonia, nazione dove lei ha vissuto per tanti anni, che lì si vende nelle pasticcerie, tagliato in cubi perfetti e che quando è fatto bene è una vera delizia.
Giorni fa avevo letto sul forum di Coquinaria che parecchie "Coqui" avevano fatto la sbriciolata, chi con una farcia e chi con un'altra. Io ero rimasta molto colpita dalla ricetta di Paola "Anarona" nel suo blog "Il pennello di cioccolato" http://ilpennellodicioccolato.blogspot.com/, così, tra la ricetta di Lucia e l'idea delle prugne di Paola, è venuta fuori una sbriciolata davvero buonissima, c'era un profumo in cucina la notte passata......



LA SBRICIOLATA RICOTTA E PRUGNE DI LUCIA




















per la pasta della sbriciolata:

170 gr. di farina 00
100 gr di burro
1 cucchiaino di lievito
80 gr di zucchero
1 pizzico di sale
per la farcia:

500 gr di ricotta
3 uova
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata di mezzo limone (o di un arancia)

Prima di cominciare a preparare l'impasto, Lucia mi ha consigliato di cuocere le prugne come aveva visto fare alla Prova del Cuoco dal pasticcere Bonci di Montevarchi, tagliare a fettine con lo zucchero che deve essere metà del peso delle prugne e poca acqua, in microonde, in una ciotola di vetro coperta da pellicola per 5 minuti. Poi si devono freddare, magari una notte. Io le ho raffreddate in breve tempo, avendo nella mia cucina un abbattitore.
Per preparare l'impasto si comincia con il sabbiare il burro con lo zucchero, poi si aggiunge la farina con il lievito e si lavora con le mani finchè non si ottiene un briciolame più o meno grande che non si attacca alle dita.
Per la farcia: si frusta la ricotta per renderla cremosa; la mia, non essendo industriale ma prodotta nelle vicinanze avava qualche grumo che si è tolto con qualche giro di frusta, si aggiungono i tuorli delle uova,  la metà dello zucchero previsto per la farica, cioè 50 gr. e la scorza grattugiata di mezzo limone (o di mezza arancia) e si amalgama il tutto a crema.
Si montano le chiare a neve con i restanti 50 gr. di zucchero e poi si aggiungono con delicatezza alla crema di ricotta.
Poi si imburra e si infarina uno stampo, questa volta quadrato e non tanto grande, si copre il fondo con le briciole, si spande bene la farcia, nel nostro caso sopra sono state messe le prugne cotte e freddate e sopra le altre briciole, poi in forno a 180° fino a cottura ultimata.
Gli ultimi pochi minuti, forse cinque, Lucia ha acceso il grill per rendere le briciole più croccanti. Il risultato è stato grandioso!
Vorrei ricordare questo. Fermo restando la composizione del dolce, secondo me tutte queste variazioni ci stanno benissimo.
a piacere: frutta a cubetti cotta con poco zucchero di canna o poca acqua
frutta secca tritata grossolanamente
frutta disidratata
cioccolato a pezzetti
spezie a piacere
alla farina 00 che è la base, aggiungerei anche una piccola percentuale di farine diverse, che so, grano saraceno, avena.... ma anche farina di cocco con l'aggiunta nella farcia di ricotta di cubetti di ananas....

Ora diamo il via alle sperimentazioni!

Ma possiamo mai stare a dieta noi?????







giovedì 6 ottobre 2011

Ancora Valeria in cucina con me. Insalata di lenticchie al pepe rosa.

Sarà la nostalgia, sarà il desiderio di vederla ma Valeria è spesso in cucina con me. Solo con le sue ricette, però... e spero anche un po' con il suo pensiero.
Le voglio molto bene e mi manca.....
Ieri era qui con me al mercato di Bucine, (nel mio pensiero)!
Nel momento in cui ho visto le prime arance e un bel cespo di radicchio rosso mi è tornata alla mente la sua insalata di lenticchie al pepe rosa... vabbè, non c'erano melograni ma la voglia di farla c'era tutta!


INSALATA DI LENTICCHIE AL PEPE ROSA di Valeria Vocaturo

250 gr. lenticchie di montagna
Un cespo di radicchio rosso di media grandezza
1 cucchiaio di pepe rosa in grani
Tre arance
1 melograno
Olio evo
1 carota – 1 costa di sedano e 1 foglia di alloro
Sciacquare le lenticchie. In una pentola possibilmente di coccio, acqua fredda, sedano, cipolla, carota, foglia di alloro, grani di pepe, quando inizia a bollire si schiuma. Deve cuocere 20 min. dal bollore. Dopo 10 minuti si mette il sale. Quando sono cotte si puliscono dagli odori. Si fanno raffreddare. Tagliare il radicchio finemente e grattugiare grossolanamente la buccia delle arance, in un pentolino portare a ebollizione il succo di due arance e far ridurre di metà. Quando è tutto freddo condire le lenticchie con il radicchio, il pepe rosa, la buccia delle arance, i chicchi del melograno, l’olio e il sale. Versare nel piatto e decorare con fettine di arancia tagliate sottili.

E ora appena trovo un melograno.....











martedì 4 ottobre 2011

Gio. Le patate viola. Una piacevole scoperta!

Qualche tempo fa, su facebook, mi chiede l'amicizia una certa Gio Viola Mal. E nella sua foto c'erano delle patate viola.
Potevo non dare l'amicizia a qualcuno che si presenta con delle patate viola? Beh, io amante e curiosa delle cose particolari, delle verdure poco conosciute, dei frutti che stanno scomparendo, di fronte alle patate viola, non solo ho accettato la sua amicizia ma ho subito voluto sapere di lei, della sua produzione di patate e le ho chiesto di spedirmene un pacco.
Puntualissime, dopo qualche giorno sono arrivate e hanno trovato posto nella mia cantina. Io me le guardavo ma sinceramente non sapevo in che modo avrei potuto fare la loro conoscenza, in maniera più profonda!
Così ho chiesto proprio a Gio delle informazioni su qualche ricetta da poter fare e lei mi ha indicato il suo sito, dove avrei trovato altre notizie e dove lei inserisce le ricette nelle quali vengono usate le patate viola.

Il link

La mia prima idea su cosa fare sono stati gli gnocchi e c'è un perchè. Per me è molto difficile trovare delle patate adatte agli gnocchi, io non amo aggiungere molta farina per non renderli troppo duri e allora, magari trovando patate poco adatte, i miei poveri gnocchi facevano una brutta fine. Vista la loro consistenza dopo averle bollite, ho optato per degli gnocchetti  saltati in  padella in olio aromatizzato al rosmarino, con cubetti di prosciutto Toscano e adagiati su una crema di fagioli cannellini.

gli gnocchetti prima della cottura


gli gnocchetti pronti


Come mio solito avevo bollito qualche patata di troppo. Nessun problema. Ho preparato una insalata prendendo spunto dalla insalata Russa che mi aveva insegnato Lucia e allora ho unito un fondo di barattolo di maionese a un vasetto di yogurt magro e un cucchiaino di senape. Ho aggiunto due uova sode tagliate a pezzetti, qualche cetriolino (quelli grandi, non troppo acetosi che trovo alla Lidl), qualche cubetto di mortadella ed erba cipollina tagliuzzata sopra.
A noi è piaciuta veramente molto.


Simil-insalata Russa con le patate viola


Ora ho già in mente altre ricette da fare con queste particolari patate, vediamo cosa riuscirò a combinare!

domenica 2 ottobre 2011

Lo spezzatino per una domenica di sole.

Una domenica di sole quasi estivo, una meraviglia di colori qui, lo ammetto vivo in un posto bellissimo, i colori vivi, splendidi, il silenzio che ti rilassa come non mai.
Così, dopo essermi quasi svegliata, fatto colazione, guardato Facebook e dopo essermi ricordata che in cucina mi aspettava mezzo kg. di spezzatino oramai scongelato, è arrivata "spontanea" la domanda: "come lo cucino?"
Non ha tardato ad arrivare la risposta, di mio marito. Di solito a questa domanda la risposta è: "Come ti pare", oggi invece è stata: "Preparalo alla cacciatora".
Bene, io so che lui ama le preparazioni alla cacciatora, in bianco però, come si fanno a Roma.
Infatti ho cercato varie ricette, per essere più precisa possibile e molte erano con il pomodoro. Ma la "cacciatora" romana è senza il pomodoro. Mio marito mi racconta che la mamma preparava il pollo alla cacciatora, in bianco e a lui piaceva molto, e in questo modo si prepara il coniglio e lo spezzatino. Ricordo che anche a casa mia la "cacciatora" era in bianco e allora... via alla ricerca di una ricetta che mi convincesse.
Ho cercato sul web e la ricetta che mi ha soddisfatto di più, che più somigliava anche ai miei ricordi di cacciatora è stata questa, di Forchettina e così ho preparato il mio spezzatino, e i profumi che riempivano la cucina erano quelli, sicuramente quelli del cuore.




Spezzatino alla cacciatora - a modo mio! di Forchettina

800 gr. di spezzatino - 2 spicchi di aglio - 2 rametti di rosmarino - del peperoncino - olio di oliva q.b. - un bicchiere di vino bianco - mezzo bicchiere di aceto bianco- sale.
Metti in un tegame prima l'olio poi lo spezzatino, uno spicchio di aglio (in camicia), un pezzetto di peperoncino, un rametto di rosmarino. Aggiungi del sale e lascia rosolare rigirando.
Non appena avrai ben rosolato tutto aggiungi un bicchiere di vino bianco. Lascia evaporare e aggiungi acqua calda fino a raggiungere i 3/4 dell'altezza della carne nel tegame. Lascia cuocere per circa un'ora e mezza.
Pesta a mortaio ( o trita se non puoi!) l'altro rametto di rosmarino, lo spicchio di aglio (pulito). Aggiungi l'aceto e mescola.
Controlla la cottura infilando i rebbi di una forchetta nella polpa della carne; se entra e esce facilmente, è cotta! Comunque sia, non deve esserci più acqua!
Lascia rosolare ancora un poco nell'olio che avevi aggiunto prima, versaci il composto pestato e continua la cottura fino a che non evapora l'aceto.

Le patate... in padella... crispy.... be', una non ricetta,  le avevo preparate qualche giorno fa per una mia lezione di cucina a tre signore canadesi all'Agriturismo dei miei, erano venute bene, saltate in padella, con erbe e spezie a piacimento, morbide dentro e croccanti fuori. Molto... crispy!

Volevo dedicare questo piatto alla mia amica Mirella, dal Belgio.
Ci siamo conosciute sul Forum di Coquinaria, oramai sono parecchi anni, ma di persona non ci siamo mai viste. Lei è una donna molto bella e molto sensibile, italiana che ama la sua terra.
Non vedo l'ora di poterla incontrare e conoscere personalmente! E poi cucina benissimo!!!!

Per te Mirella!