lunedì 29 agosto 2011

La Caponata di Valeria e giorni un po' così!

Giorni strani, quasi una settimana con poca voglia di cucinare, tutta concentrata sui miei progressi nel nuoto e nella ripresa confidenza con la lingua inglese. Nuoto tutti i giorni all'ora di pranzo e inglese tre volte durante la settimana.
Ho cucinato esclusivamente per la sopravvivenza mia, di Franco e di suo figlio Simone e della fidanzata, che sono stati nostri ospiti la settimana scorsa.
Poi questi ultimi tre giorni sono stati terribili per noi, Apache era scappato e, nonostante avessimo capito, vedendolo, che era non lontano dal nostro giardino, avevamo addosso un'angoscia tremenda. Stamattina è rientrato come se non fosse successo niente e si è fatto coccolare da noi e da Tommy, secondo me anche lui sentiva la sua mancanza.
Sicuramente qualcuno penserà che io sia esagerata ma, per una persona che ha perso tutti gli affetti familiari che poteva perdere, anche il sentimento verso un animale è molto molto importante.
Ho cucinato di nuovo. Non che non avessi acceso i fornelli, le sere nelle quali per non pensare cucinavo ho preparato due gelati, uno al caramello e uno al cioccolato al caramello.... peccato che oggi abbia dimenticato di dare ad Anna, che con Lino e la bellissima Naomi ci sono passati a salutare mentre tornavano da Roma a casa, il barattolo di caramello che ieri sera avevo preparato per lei. Vabbè, glielo spedirò!
Per le foto dei gelati, tra qualche giorno arriva Andrea, il Fotografo, ci penserà lui.
Ho detto che ho cucinato, in astinenza da peperoni, melanzane e affini, ho voluto provare l'ultima versione della Caponata di Valeria Vocaturo, io avevo provato la penultima ed era ottima. Questa è superba!
Ancora grazie alla mia Maestra!


CAPONATA DI MELANZANE di Valeria Vocaturo





















Tagliare a dadini 2 melanzane, lasciarle sotto sale a scolare per almeno 1 ora, strizzarle e friggerle in abbondante olio.
In una padella soffriggere 2 peperoni e 1 costa di sedano tagliati a listarelle con olio, 1 spicchio di aglio e sale. Cuocere per 5 minuti e poi aggiungere 5 pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a pezzi, 50 gr di uva passa (rinvenuta in acqua) e 50 di pinoli, 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro e le melanzane fritte e cuocere lentamente per circa 10 minuti. Alla fine aggiungere 1 bicchiere di aceto e 1 cucchiaio di zucchero, regolare sale e pepe.


martedì 23 agosto 2011

Insalata Russa, ma tanto Russa che più Russa non si può!!!

La settimana scorsa sono stati con noi Lucia ed Andrea. Lui mi ha regalato delle foto stupende dei piatti che preparavamo, oltre alle bellissime immagini di questa magnifica terra, che l'occhio del Fotografo è riuscito a fermare.
Lucia, oltre ai suoi Pelmeni, ci ha preparato un'Insalata Russa.  La vera insalata Russa. Così deve essere. Una meraviglia!

L'INSALATA RUSSA DI LUCIA

 
Ingredienti
4 patate
2 carote
3 uova
250 gr di piselli surgelati (noi abbiamo preferito i Primavera Findus)
1 barattolo di cetriolini sottaceto da 400 gr
1 barattolo di maionese
1/4 di cipolla media (era gialla)
1 cucchiaio raso di senape
150 gr di mortadella tegliata un po' altina o di wurstel
sale e pepe q.b.

Pulire, lessare e far raffreddare le carote e le patate e far rassodare le uova e sgusciarle. Lessare i piselli e farli raffreddare.
Tagliare a cubetti piccoli le patate, le carote, la mortadella, le uova, la cipolla e i cetriolini. Versare in una grande ciotola e aggiungere sale, pepe, senape e maionese e mescolare.
Coprire con la pellicola e far riposare in frigo per almeno 3 o 4 ore, preferibilmente per una notte.
Lucia ha decorato l'insalata con il tuorlo dell'uovo sodo grattugiato in filini e una carotina intagliata!

La ricetta è questa, semplice, appetitosa, adattissima a questi giorni che non si sa cosa mangiare e a me personalmente non mi mette voglia quasi nessun piatto. Ma se avessi ancora un po' di questa insalata credo che non mi farei pregare per mangiarla!

Bravissima Lucia! E ancora una volta bravissimo Andrea per la foto! Sei un grande!


domenica 21 agosto 2011

Il Pollo con i peperoni, a Ferragosto no ma oggi si!



Esattamente così. Mi andava tanto il pollo con i peperoni, alla romana, diciamo. Sarà che mi piacciono tanto i peperoni e anche il pollo, va'!
Buono buono come tutte le volte che lo preparo!


POLLO ALLA ROMANA CON I PEPERONI di Valeria Vocaturo

1 pollo ruspante tagliato a pezzi
100 gr di prosciutto crudo tagliato in 4 fette (un po’ altino)
50 gr di strutto o ½ bicchiere di olio
Sale – pepe o peperoncino
1 rametto di maggiorana
1 spicchio di aglio
1 lattina di pelati a pezzettini
500 gr di peperoni preferibilmente verdi
½ bicchiere di vino rosso
In una pentola olio, prosciutto a striscioline. Si fa rosolare. Quando è rosolato si aggiunge il pollo e si fa rosolare. Quando è rosolato si aggiunge sale, pepe e le foglioline di maggiorana, si gira bene, si aggiunge il vino rosso e si fa evaporare. Si aggiungono i pezzetti di pomodoro. Si copre e si fa cuocere.
Separatamente si cuociono i peperoni tagliati a pezzetti e puliti dai semi. In una padella olio, quando è caldo si aggiungono i peperoni e si fanno cuocere per circa 10 minuti. Si salano e si pepano. Quando il pollo è cotto si aggiungono i peperoni e si fanno cuocere altri 10 minuti insieme.






sabato 20 agosto 2011

Cucina russa: Lucia e i suoi Pelmeni (Ravioli)

Lucia ha una grande passione per la cucina. Quandi ci viene a trovare insieme ad Andrea, il grande Fotografo, ha un enorme piacere di poterci preparare i piatti della sua terra, dell'Ucraina, dove è nata o della Lettonia, dove è vissuta per tantissimi anni.
Lucia ha una grandissima manualità e precisione, e un giorno in cui io ero impegnatissima a preparare 100 ravioli ricotta e spinaci per una cena dell'agriturismo dei miei, lei si è messa da una parte e ha impastato e steso la pasta, rigorosamente a mano, farcito e cotto questi spettacolari ravioli. 
Per noi sono stati una piacevolissima sorpresa, veramente molto ma molto buoni.
Le ho chiesto la ricetta, e lei con la sua pazienza me l'ha scritta in italiano e qui la riporto!

PELMENI (Ravioli)

Ingredienti
per la pasta
300 gr di farina
1 uovo
300 ml di acqua tiepida salata
per il ripieno:
300 gr di carne macinata mista (manzo, maiale)
1  cipolla
1 spicchio di aglio
sale - pepe
2 o 3 chicchi di pepe i grani
qualche foglia di alloro
burro e salvia per condire
Tagliare finemente la cipolla e l'aglio, aggiungere la carne macinata, salare, pepare e lasciare in un recipiente coperto in frigorifero per 30 minuti.
Versare l'uovo e l'acqua al centro della farina disposta a fontana. Lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto solido a cui dare infine una forma rotonda, Deve riposare. Stendere con il mattarello. Tagliare la pasta in dischetti con uno stampino rotondo,distribuire il ripieno (crudo) su ciascun dischetto. Piegare il disco in un semicerchio, avvolgetelo intorno alla punta del dito indice e sigillate le due estremità.
Fate bollire l'acqua con il sale, qualche foglia di alloro e 2-3 chicchi di pepe nero. Mettete i ravioli a cuocere , dopo che vengono a galla, devono cuocere altri 2 o 3 minuti
Condire con  burro, pepe e salvia.

una buonissima sorpresa. Brava davvero Lucia!

mercoledì 17 agosto 2011

Cucino, nuoto, ho ricominciato a parlare in inglese. Faccio gelati. Dunque sono. Ma non lavoro. E questo non mi fa stare bene.

C'erano degli step che dovevo superare, parecchi, sulla mia strada del cambiamento.
Alcuni grandi, grandissimi, importanti quali il cambiamento di vita, di casa, di luogo di residenza. E li ho superati.
Di abitudini, di ritmi,di tempi, di rapporti, e piano piano li sto superando.
Avevo abbandonato qualsiasi forma di sport da tantissimi anni (troppi), adducendo  come scusa la lontananza da casa e il traffico per arrivare a frequentare una piscina possibile. Ho ricominciato ad andare in piscina e sono tornata a nuotare, diciamo. Avevo perso la familiarità con la lingua inglese che da sempre avevo considerato come la mia seconda lingua, la parlavo prima di averla mai studiata da quando avevo 3 anni circa.  Ma si sa, se non si parla una lingua la si dimentica e io l'avevo dimenticata e me ne facevo un cruccio. Ma non avevo voglia di ricominciare nella mia vita passata. Ora sto riprendendo, piano piano il mio cervello si è riaperto anche alla conversazione in inglese, diciamo.
Mi sto convincendo sempre di più che questa seconda vita che sto vivendo sia migliore della prima, più viva, più produttiva. Cucino, discretamente, dico io, bene, dicono gli altri. Dicono.
Ma non lavoro. e questo mi fa stare male! Questo lo dico io.

Cucino. Ultimamente mi sono dedicata ai gelati,  poi mi sono voluta avventurare in una ricetta un po' complessa, da mostri sacri della pasticceria, niente di meno che di Luca Montersino, il suo Biscotto gelato al caffè!

Per la ricetta questo è il link al sito di Alice.tv

http://www.alice.tv/ricetta/biscotto-gelato-caffe

Questa è la splendida foto che mi ha regalato mio cognato Andrea per il mio Biscotto gelato al caffè!
Dicono che sia molto buono. E lo dico anche io!







lunedì 15 agosto 2011

Ferragosto, per me...

Anche se sono romana, le mie abitudini alimentari spaziano un po' dovunque, e questo accadeva anche quando vivevo a Roma, addirittura quando c'era ancora mia madre con me.  Non c'erano giorni specifici in cui mangiare cose stabilite, del tipo a Ferragosto il pollo con i peperoni e il cocomero. Io adoro il pollo con i peperoni e lo preparo appena trovo peperoni degni di questo nome.
Il cocomero mi fa impazzire, è un'altra cosa con cui mi ci farei del male. Devo dire che qui ho sempre trovato cocomeri buoni e saporiti, non insipidi e "zuccosi" e allora li compro spesso e visto che a Franco non piacciono  un granchè me li finisco sempre io.
Questa settimana sono con noi Andrea e Lucia e allora divido con loro le mangiate di questo delizioso frutto, e di tutto il resto.
Appunto, dicevo delle mie abitudini a tavola, oggi Ferragosto, un ottimo pollo all'orientale, la ricetta è della mia maestra Valeria Vocaturo.
Ho accompagnato il pollo con del riso Thai bianco e ho degnamente finito il pranzo con il cocomero, ma tanto tanto cocomero!


Lucia, la compagna di mio cognato Andrea, ha decorato la tavola con questi tovaglioli, mammamia che pazienza che ha e che manualità, io davvero non ce l'ho!


POLLO ALL’ORIENTALE CON LE MANDORLE di Valeria Vocaturo

Petto di pollo gr 400 puliti e tagliati prima a fettine e poi a tocchetti
1-3 peperoncini
2 cipollotti
1 costa di sedano
30 gr di zenzero fresco pelato
2 spicchi di aglio
120 gr di mandorle pelate
½ bicchiere di olio
Per la marinata:
2 cucchiai di vino bianco
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaino di maizena
(Sale)
Per la salsa
1 tazza di brodo di pollo
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 cucchiaini di succo di limone
1 cucchiaino e ½ di maizena
Preparare la marinata. Mettere i pezzetti di petti di pollo nella marinata, devono marinare circa 20 minuti. In una ciotola una tazza (2 mestoli) di brodo di pollo, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaino e ½ di maizena, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 2 cucchiaini di succo di limone. Tagliare il sedano a fettine sottili, lo zenzero a fettine, l’aglio a fettine sottili, il peperoncino a fettine sottili. Nel wok olio e peperoncino, quando è soffritto si leva il peperoncino e si mette il pollo, si fa rosolare e si toglie. Si mettono nel wok le mandorle e si fanno tostare. Si tolgono e si mettono zenzero, cipollotti, sedano e aglio a fettine e si fanno cuocere circa 5 minuti. Si aggiungono il pollo e il peperoncino, si gira bene, poi si aggiunge la salsa e quando è ridotta a poco si aggiungono le mandorle.




le foto, è inutile che lo ripeto, sono di Andrea Galvagno, mio cognato, il Migliore!

domenica 7 agosto 2011

Il pollo dolce-salato di Valeria (non so perchè ma lo chiamo pollo-Mojito...)

Una calda domenica d'agosto. E come ogni domenica da anni, ma tanti anni, sto tutto il giorno a casa. Quando stavo ancora a Roma e lavoravo, rispondevo a chi mi chiedeva il perchè preferivo non uscire, che la domenica era l'unico giorno interamente dedicato a me, alle mie cose, alla cucina e al non fare niente che non volessi fare.
Uscivo qualche volta la mattina per incontrare la mia amica Stefania e la sua bambina Naomi, che altrimenti, durante la settimana non riuscivo a vedere mai.
Ma il pomeriggio, niente, non uscivo, di solito ad una certa ora preparavo l'impasto della pizza e all'ora di cena la infornavo.
Ora è tutto cambiato. Stefania e Naomi sono a Roma e le vedo pochissimo e mi mancano.
La pizza la posso preparare tutti gli altri giorni......  e tutti i giorni posso fare le cose che mi piacciono... ma non è dipesa da me questa di scelta....

Te li ho già fatti stamattina gli auguri ma te li rifaccio da qui: tanti auguri Stefania, per quello che desideri, salute e serenità per tutta la tua famiglia.

Mi sa che i miei pensieri sono andati un po' troppo in lungo e in largo....
Oggi ho voluto preparare il pollo dolce salato di Valeria, lo faccio spesso, amo i suoi gusti, il dolce dell'ananas e dello zucchero di canna,  il lime, aspro ma non troppo, il Rum .... lo chiamo pollo-Mojito, non so perchè.... forse perchè amo il Mojito e amo questa preparazione!


POLLO DOLCE-SALATO CON L’ANANAS di Valeria Vocaturo


















Per 8 persone
1 pollo a pezzi, lavato, asciugato e inciso con la punta di un coltello per aiutare la marinata a penetrare
Il succo di 4 lime
2 cucchiai di olio
2 cipolle
1 bicchiere di rum (Bacardi va bene)
1 ananas circa 1kg e ½ 
1 cucchiaio di zucchero di canna
40 gr di burro
sale – pepe 5 bacche macinato
preparare una marinata con il succo dei lime, sale, pepe. Mettere i pezzi di pollo puliti dagli scarti nella marinata per circa 30 minuti, mescolando ogni tanto. Sbucciare l’ananas, togliere la parte interna fibrosa e farla a pezzettini. In un tegame olio, si fa rosolare il pollo sollevato dalla marinata per 10 minuti. Quando è rosolato si toglie dal tegame. Si tritano le 2 cipolle e si fanno rosolare nello stesso tegame. Si aggiunge il pollo, il rum e si gira bene, si fa evaporare, si aggiunge tutta la marinata più 1 bicchiere di acqua, si copre e si fa cuocere a fuoco dolce per circa 30 minuti (se serve aggiungere anche altra acqua): In un tegame il burro, l’ananas e lo zucchero di canna e si fa caramellare. Si aggiunge il restante rum e si spegne. Quando il pollo è cotto si aggiunge l’ananas e si fa cuocere altri 10 minuti.

Non mi è mancato il Mojito serale, ringrazio il Barman Franco che alla fine ha ceduto alle mie pressanti richieste!



giovedì 4 agosto 2011

il risotto che piaceva a Silvana

Può un risotto farti tornare in mente una persona, che purtroppo in questo caso non c'è più? E tutto quello che abbiamo detto intorno a questo  risotto, i commenti, i complimenti, la sua soddisfazione quando finalmente era riuscita a "farlo buono come lo facevo io...
Un risotto con i gamberi, un normalissimo risotto con i gamberi, ma a lei, a Silvana non veniva bene come voleva lei, cioè come lo facevo io. Io le diedi la ricetta, un semplicissimo risotto al quale a fine cottura aggiungevo i gamberi. Lo mantecavo a fuoco spento con poco olio extravergine d'oliva e magari un po' di prezzemolo tritato.
Ma niente da fare, finchè un giorno, a casa mia si mise in cucina con me, seguì tutti i miei gesti, notò che mettevo più cipolla di quanta ne metteva lei e da allora aumentò la sua dose.
Il suo risotto cambiò e lei ne fu soddisfatta. E lo diceva a tutti, glielo aveva insegnato sua nuora, che le aveva insegnato anche dei semifreddi ai quali lei aveva apportato delle variaizoni molto interessanti!
Mi diceva che il nostro era il caso in cui la nuora insegna alla suocera.
Ecco, io non l'ho mai chiamata suocera parlando di lei, lei per me era Silvana, la mamma di Franco.
E questo risotto è per lei, che è nel mio cuore, che non è riuscita a vedere il luogo e la casa dei nostri sogni e che l'avrebbe desiderato tanto...
Ogni volta che preparo questo risotto, il mio pensiero va a Silvana e la voglio ricordare così, sorridente come quando veniva a casa nostra e non mancava di apprezzare la mia cucina!

















Questa volta nel brodo fatto con le teste dei gamberi (veramente freschissimi) ho messo anche dei  pomodori dell'orto, hanno dato ancora più sapore al risotto!                                            


martedì 2 agosto 2011

Apache, Tomcat e Radar!

O viceversa perchè Radar è una signorina. E ha la precedenza! Ma è l'ultima arrivata, quasi un anno fa.
Mi verrebbe da cominciare così, come nelle  favole.
C'era una volta una "giovane" donna romana che un bel giorno fece la scelta più importante della sua vita (e di quella del marito...), prese armi e bagagli e se ne andò dalla città che le aveva dato i natali e dove aveva vissuto per tanti anni (troppi per essere una giovane donna), e con armi, bagagli e tre tir pieni di mobili, caccavelle e chi lo sa che cos'altro, approdò in Toscana, Valdarno, la terra da sempre dei suoi sogni.
Finalmente poteva avere un giardino che tanto le era mancato nella Capitale, nonostante lei abitasse in uno dei quartieri più belli (permettetemi, il più bello) della città! E anche un orto, dove il consorte si sarebbe potuto divertire e rilassare.......
A parte gl scherzi, arrivata qui  ho passato un lungo periodo di ambientamento e di sofferenza per la mancanza (non dipendente da me) del mio lavoro e di solitidine, non è stato così semplice lasciare persone presenti nella tua quotidianità (oddio, qualcuna si....)!
Poi mi sono convinta all'uso di Facebook, che finchè sono stata a Roma, vedevo come il fumo agli occhi. Invece per me è stata la svolta, ho iniziato ad avere contatti con persone lontane che già conscevo, parenti che praticamente a Roma non vedevo mai e, interessantissime realtà che operano qui nel Valdarno, anche vicino a me che mi hanno aiutato molto andando avanti nel tempo.
Poi, visto che già da prima seguivo parecchi blog di cucina, ho avuto la gioia attraverso Facebook di poter conoscere delle persone che si sono rivelate ancor più belle di come me le ero immaginate. Vabbè, l'ho fatta lunga.
Un giorno di settembre di un anno fa lessi sul blog "Fragola e Limone" che la titolare del blog, la dolcissima Sarah aveva trovato due gatti e non poteva, avendone già due, tenerli con lei. Io mi bloccai leggendo questo e, nonostante il grandissimo dolore per la perdita della mia Lilla, la gatta che mi aveva fatto compagnia dalla morte di mia madre per 10 anni, che mi aveva impedito di pensare di prendere un altro gatto, non ho avuto esitazione e d'accordo con mio marito, l'ho contattata su Facebook, ricordo che era una domenica, e le ho detto che sarei stata disponibile a prenderli tutti e due (non era assolutamente il caso di dividerli), ma che ero in Valdarno, non proprio dietro casa sua. Ancora ricordo la sua risposta, mi chiese se ero veramente intenzionata e alla mia affermazione, mi comunicò che il sabato dopo sarebbe arrivata con fidanzato e gatti al seguito, con bagaglio di pappe, medicine, giochini, coperte e tiragraffi!
E così è stato, e da quel sabato la mia vita e la mia casa si sono arricchite della presenza di due creature stupende, due gatti bellissimi e soprattutto così diversi tra loro che direi che si compensano.


Tomcat, Tommy da subito, così espansivo, coccolone, dolce e sexi, una panterina che  se sei in poltrona ti si spalma sulle ginocchia e vuole le coccole e con il suoi Muao e Mamao ti chiama per attirare la tua attenzione!

Tomcat

















Apache, anche lui un bellissimo gatto, all'inizio era praticamente terrorizzato, poi piano piano è riuscito a prendere confidenza, ora è un bel gattone che, facendo finta di niente ti si struscia e vuole la sua razione di coccole, rimanendo sempre più un pochino più in disparte di Tommy!

Apache

Chiaramente con Sarah "Fragola e Limone" sono rimasta in un bellissimo rapporto di amicizia e di affetto e non la ringrazierò mai abbastanza per la gioia che mi ha regalato!


Radar..... la signorina Radar. Ma che nome è ? (perchè gli altri due????)
Era settembre di un anno fa e mia cugina Antonella mi dice che al Circolo di Polo "La Martina" è nata una cucciolata di cani bracco, di madre drahthaar e di padre bracco francese che vive in Olanda.
Insomma, mi propone di prendere uno di questi cagnolini, magari una femminuccia che sono più calme.... (?).  Così, verso il 20 di ottobre, giorno più giorno meno, un sabato andiamo insieme anche con il suo ed il mio di marito, a prendere l'adorabile cucciola.
Mettiamo in conto che io non avevo mai fatto l'esperienza-cane e chiaramente era tutta una sorpresa, poi un cucciolo è come un bambino piccolo, ed io di figli non ne ho avuti! Beh, quando questo pelouche di cane, una palletta con una pancina grossa così e gli occhi verdi "tali e quali a mio marito" è entrata nella mia macchina e nella nostra vita, ... che ve lo dico a fare.... un uragano ci ha e continua a travolgerci tutti i giorni, un uragano di amore!

Radar, il giorno che l'abbiamo presa, a 1 mese e mezzo


Radar e io


Radar e io